C'è una simmetria crudele, eppure affascinante, nella vita di Anne Perry. Per decenni ha scritto bestseller ambientati nell'Inghilterra vittoriosa e ipocrita, popolati da investigatori tormentati, tribunali, delitti e implacabili ricerche di giustizia. Ma la verità è che il mistero più fitto, il segreto più inconfessabile e la condanna più pesante non li ha mai inventati alla macchina da scrivere: li aveva vissuti sulla propria pelle. Bestseller da oltre 26 milioni di copie vendute in tutto il mondo secondo le stime diffuse dai suoi editori, la "regina del crimine storico" ha condiviso per gran parte della vita un destino che sembra uscito dalla trama di un romanzo noir. Un passato che, nel 1994, torna a galla in modo dirompente, costringendola a fare i conti con il mondo intero. Dalla salute fragile al Sudafrica: le radici di un legame ossessivo Molto prima di diventare Anne Perry, la scrittrice rispondeva al nome di Juliet Marion Hulme . Nata a Londra nel 1938, la...
Quando pensiamo alle fiabe dei fratelli Grimm, l'immagine che solitamente ci appare è quella di racconti incantati, resi celebri dalle edizioni illustrate o dal cinema d'animazione. Ma dietro il titolo di Kinder- und Hausmärchen ("Fiabe del focolare") si cela una storia molto diversa, fatta di intenti accademici, traumi politici e un realismo brutale che abbiamo col tempo imparato a censurare. Un progetto politico, non pedagogico La raccolta di Jacob e Wilhelm Grimm non nacque per far addormentare i bambini. All'inizio del XIX secolo, durante le turbolenze delle guerre napoleoniche e l'occupazione francese delle terre germaniche, i due fratelli furono spinti da un profondo sentimento di nazionalismo. Credevano che la forma più pura della cultura tedesca vivesse nella tradizione orale tramandata di generazione in generazione. Il loro obiettivo era urgente: "preservare le storie dall'estinzione", evitando che il tumulto dell'epoca le facesse t...