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Heidegger dopo la “morte di Dio”: l’esistenza come ultimo fondamento

  Heidegger dopo la “morte di Dio”: l’esistenza come ultimo fondamento Con la celebre dichiarazione nietzscheana della “morte di Dio”, la filosofia occidentale perde il suo fondamento metafisico più solido. Se Dio non garantisce più il senso del mondo, dei valori e della verità, che cosa resta a sostenere l’esperienza umana?  Secondo Martin Heidegger, ciò che rimane come ultimo punto fermo non è un principio astratto né un nuovo assoluto, ma qualcosa di più immediato e al tempo stesso più enigmatico: l’esistenza. Anche se ogni fondamento tradizionale viene meno, resta almeno una certezza minimale ma decisiva: qualcosa esiste.  Ma che cosa significa esistere? E che tipo di essere è quello umano? A queste domande Heidegger dedica Essere e tempo (1927), una delle opere più complesse e decisive della filosofia del Novecento, nonché uno dei tentativi più radicali di ripensare la questione dell’essere.   La differenza ontologica: essere ed ente Il punto di partenza d...
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Tom Sawyer, o l’arte di essere liberi secondo Mark Twain

  Tom Sawyer non è soltanto uno dei bambini più celebri della letteratura: è una dichiarazione poetica. In lui Mark Twain concentra un’idea di infanzia che è insieme esperienza vissuta, invenzione letteraria e presa di posizione morale. Tom non è un eroe, non è un ribelle consapevole, non è nemmeno un innocente assoluto: è un essere in movimento, governato dall’istinto, dalla curiosità e da un’intelligenza pratica che sfida continuamente l’autorità degli adulti.  La forza del romanzo sta nel modo in cui Twain racconta questa libertà senza idealizzarla del tutto. Tom mente, manipola, scappa, si sottrae alle responsabilità; ma è  proprio attraverso questi comportamenti che il personaggio cresce. La celebre scena della staccionata, spesso letta come puro divertimento, è in realtà un piccolo trattato sul potere dell’immaginazione e sulla nascita del carisma. Tom non rifiuta il lavoro: lo trasforma in gioco, e nel farlo esercita una forma primitiva di leadership.  È inevi...

Isaac Asimov e il Futuro della Robotica: Tra Etica e Tecnologia

  Etica delle macchine e responsabilità dell’uomo Quando si parla di robot e intelligenza artificiale nella letteratura del Novecento, il nome di Isaac Asimov emerge come un punto di svolta. Non solo perché ha immaginato mondi futuri popolati da androidi e tecnologie avanzate, ma perché ha introdotto, per la prima volta in modo sistematico, una riflessione etica sul rapporto tra uomo e macchina. In Asimov la fantascienza smette di essere puro racconto d’avventura e diventa uno strumento filosofico per interrogare il presente.  Scrittore estremamente prolifico e scienziato di formazione, Asimov ha sempre considerato la conoscenza come un bene da condividere. Laureato in biochimica, osservava la realtà con lo sguardo di chi conosce i meccanismi della scienza ma non rinuncia a interrogarsi sulle sue conseguenze morali e sociali. È proprio in questa tensione tra sapere scientifico e responsabilità umana che nasce la sua visione dei robot. Oltre il mito del robot ribelle Prima di A...

"La Bastarda" di Violette Leduc: Identità, Sessualità e Resistenza

  Cosa significa essere ‘bastarda’ in una società che giudica la tua esistenza prima che tu abbia avuto la possibilità di definirla? Violette Leduc, con la sua scrittura cruda e senza censure, ha risposto a questa domanda nel suo romanzo autobiografico, "La Bastarda". In un'epoca in cui le donne dovevano adattarsi a ruoli rigidi e prefissati, in "La Bastarda", Violette Leduc non solo racconta la propria vita, ma sfida le convenzioni sociali, la morale del suo tempo e le aspettative legate alla condizione della donna. Il romanzo affronta tematiche universali come l’identità, il corpo, la sessualità, l’amore e la solitudine ma lo fa con una sincerità e una brutalità che lo rendono un'opera unica. Leduc non cerca la compassione del lettore, ma la sua affermazione di sé come individuo che ha il diritto di essere, di amare e di vivere. Analisi di "La Bastarda" di Violette Leduc: Identità, Sessualità e Resistenza "La Bastarda" di Violette...

Jane Austen: dalle campagne dell’Hampshire al mito letterario.

Nella canonica di Steventon, una bambina scrive con fervore, china su fogli che riempie con personaggi, pettegolezzi, piccole passioni e grandi osservazioni sul mondo che la circonda. È qui che Jane Austen, nata nel 1775, inizia a porre le prime pietre del suo universo letterario. La campagna dell’Hampshire, con la sua società rurale fatta di balli di campagna, visite ai vicini, lunghe passeggiate e mille convenzioni sociali, è il terreno fertilissimo in cui si forma il suo occhio critico. In questo scenario bucolico nascono le prime versioni di Pride and Prejudice , Sense and Sensibility e Northanger Abbey . Tutto ciò che Austen osserva (le dinamiche familiari, le ambizioni matrimoniali, la sottile comicità dei rapporti sociali) diventa materia narrativa. Lei ascolta, annota, guarda. E poi scrive, trasformando la vita quotidiana in letteratura. Bath: la città che non voleva, ma che lasciò un’impronta indelebile Nel 1801 gli Austen si trasferiscono a Bath. Per Jane è uno shock: la ...

L’Eroe dai Mille Volti di Joseph Campbell: il mito che ha trasformato il cinema

L’Eroe dai Mille Volti di Joseph Campbell: il mito che ha trasformato il cinema Joseph Campbell, studioso di miti di tutto il mondo, osservò una verità sorprendente: tutte le storie eroiche condividono una stessa struttura universale , che chiamò monomito o viaggio dell’eroe . Il viaggio dell’eroe Secondo Campbell, l’eroe attraversa una serie di tappe ricorrenti: Chiamata all’avventura – il mondo ordinario viene scosso da un evento o una sfida Rifiuto della chiamata – paura o resistenza iniziale Aiuto soprannaturale / Mentore – una guida o forza superiore supporta l’eroe Varcare la soglia – l’ingresso in un mondo sconosciuto Prove, alleati, nemici – l’eroe affronta sfide che lo trasformano Discesa nell’abisso / Incontro con l’Ombra – momento di crisi profonda Apoteosi / Rivelazione – l’eroe ottiene nuova conoscenza o potere Ritorno con l’elisir – l’eroe torna cambiato, pronto a condividere ciò che ha imparato Questa struttura non è solo un modello...