In “L'Ansa e l'Accesso” , Françoise Jullien si immerge in una riflessione filosofica profonda che non solo esplora la dicotomia tra le tradizioni filosofiche occidentale e orientale, ma offre anche un'analisi critica delle modalità attraverso cui gli esseri umani si rapportano al mondo, alla conoscenza e alla cultura. Questo libro si rivela un viaggio intellettuale che sollecita il lettore a riconsiderare le proprie certezze culturali e a esplorare la possibilità di un pensiero meno vincolato dalle tradizioni consolidate. La Metafora dell'Ansa Il titolo stesso del libro, "L'Ansa e l'Accesso" , suggerisce una metafora potente: l'ansa. Jullien utilizza questa immagine per descrivere la condizione esistenziale e intellettuale dell'uomo occidentale, intrappolato in una sorta di "ansa" che rappresenta la costante tensione verso il controllo, la razionalità e la definizione. L'ansa diventa un simbolo di quella mentalità occidentale...
Quando si parla di horror moderno, alcuni nomi tornano ossessivamente, come se fossero gli unici ad aver dato forma all’incubo contemporaneo. Eppure, all’origine di molte di quelle visioni disturbanti e ambigue, c’è una figura che continua a restare ai margini: E. T. A. Hoffmann . enza di lui, molte delle storie che oggi definiamo disturbanti, visionarie o semplicemente weird probabilmente non esisterebbero. Hoffmann è stato un vero padrino dell’inquietudine moderna , l’anello mancante tra il gotico sette-ottocentesco e l’immaginario contemporaneo. La sua ombra si stende su Edgar Allan Poe, Dickens, Hawthorne, Stevenson, Henry James; riecheggia in Frankenstein , Dracula , Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde e Il giro di vite . Arriva fino al cinema di Tim Burton, Christopher Nolan e David Lynch, passando per l’espressionismo tedesco, Il gabinetto del dottor Caligari , Nosferatu, e oltre. Oggi Hoffmann viene ricordato soprattutto per due opere:...