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Bouquinistes

Chi cammina lungo le rive della Senna, nel cuore di Parigi, incontra le scatole verde scuro dei bouquinistes appese ai muraglioni del fiume. Sono quasi iconiche quanto la Torre Eiffel. Più di duecento librai custodiscono in circa novecento casse centinaia di migliaia di volumi: per lo più in francese, ma anche stampe d’epoca, incisioni rare, francobolli, vecchie cartoline ingiallite dal tempo. Si estendono per tre chilometri lungo la Rive Droite e la Rive Gauche. Bisogna chiedere prima di toccare: il gesto distratto del curioso è guardato con sospetto. Qui il libro non è merce qualsiasi, ma oggetto sopravvissuto. L’origine è antica quasi quanto il Pont Neuf, che nuovo non è affatto, risalendo al 1607. Già nel XVI secolo venditori ambulanti proponevano libri vietati dall’Index librorum prohibitorum, testi sovversivi che circolavano di mano in mano lungo il fiume. Più volte cacciati, tornarono sempre, finchè nel XVII secolo i mercanti ambulanti iniziarono a piazzarsi stabilmente sul pont...
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La donna è due: amore, relazione e conoscenza secondo Galimberti

Quando Umberto Galimberti,   filosofo, psicologo e saggista italiano,   afferma che “la donna è due”, non formula un’iperbole retorica, ma propone una tesi antropologica precisa : la struttura del femminile sarebbe relazionale , mentre quella maschile identitaria . “Due” non indica una somma, ma una configurazione strutturale: l’uno e l’altro. Secondo Galimberti, la donna non si costituisce come monade autonoma, bensì come soggetto la cui identità emerge nella relazione. L’uomo, al contrario, tende a fondarsi sull’unità, sulla separazione e sull’autosufficienza simbolica. Questa differenza non viene presentata come mero prodotto culturale, ma come radicata nella corporeità . Il corpo femminile, potenzialmente generativo, sarebbe strutturalmente orientato all’accoglienza dell’altro. Anche quando non genera, il suo assetto simbolico resterebbe “aperto”, predisposto alla co-appartenenza. L’identità femminile sarebbe dunque subordinata alla relazione . È su questo sfondo che Galim...

“L'Ansa e l'Accesso” di Françoise Jullien

   L’ansa e l’accesso: come si produce il senso tra Cina e Grecia Nel suo libro L’Ansa e l’accesso. Strategie del senso in Cina, Grecia (edizione italiana a cura di Paolo Fabbri, Mimesis Edizioni, 2011), François Jullien mette in scena uno dei confronti più raffinati e produttivi del pensiero contemporaneo: quello tra la tradizione filosofica greca e il pensiero classico cinese. Il titolo è già un programma teorico. L’accesso e l’ansa: due strategie, non due civiltà contrapposte Per Jullien, l’ accesso rappresenta la via diretta: l’idea, tipicamente greca, che il pensiero debba puntare frontalmente all’essenza (ousia), definire, fondare, distinguere il vero dal falso. La filosofia nasce così come ricerca dell’essere, come costruzione di un piano di verità capace di rendere il reale intelligibile attraverso concetti stabili. L’ ansa ( traduzione del francese détou ), al contrario, designa una strategia indiretta; una modalità indiretta di articolazione del senso. È il movim...

E.T.A. Hoffmann, il grande rimosso dell’horror moderno

Quando si parla di horror moderno, alcuni nomi tornano ossessivamente, come se fossero gli unici ad aver dato forma all’incubo contemporaneo. Eppure, all’origine di molte di quelle visioni disturbanti e ambigue, c’è una figura che continua a restare ai margini: E. T. A. Hoffmann . enza di lui, molte delle storie che oggi definiamo disturbanti, visionarie o semplicemente weird probabilmente non  esisterebbero. Hoffmann è stato un vero padrino dell’inquietudine moderna , l’anello mancante tra il gotico sette-ottocentesco e l’immaginario contemporaneo. La sua ombra si stende su Edgar Allan Poe, Dickens, Hawthorne, Stevenson, Henry James; riecheggia in Frankenstein , Dracula , Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde e Il giro di vite .  Arriva fino al cinema di Tim Burton, Christopher Nolan e David Lynch, passando per l’espressionismo tedesco,  Il gabinetto del dottor Caligari , Nosferatu,   e oltre. Oggi Hoffmann viene ricordato soprattutto per due opere:...

Artù e le nebbie di Avalon

  Excalibur e il ciclo arturiano: storia, mito e leggenda di una spada senza tempo Tra le nebbie della Britannia, dove la storia si confonde con il mito, nasce una delle leggende più durature dell’immaginario occidentale: quella di re Artù e della sua spada, Excalibur . Un racconto che attraversa secoli, lingue e culture, trasformandosi continuamente senza mai perdere il suo nucleo simbolico: il potere legittimo, la giustizia, il sacrificio. La Materia di Bretagna: quando il mito diventa letteratura Nel XII secolo il poeta francese Jean Bodel distingue tre grandi filoni narrativi del suo tempo: la materia di Roma, quella di Francia e la materia di Bretagna . È in quest’ultima che prende forma il ciclo arturiano: un insieme di racconti nati dall’intreccio di tradizioni celtiche, folklore britannico e rielaborazioni letterarie medievali.  Al centro di questo universo narrativo troviamo Artù Pendragon , sovrano ideale e guerriero, circondato dai Cavalieri della Tavola Rotond...

Binari di carta: il treno nella narrativa

  C’è un odore che resta nelle stazioni quando l’ultimo treno è già sparito nel buio e i tabelloni lampeggiano “fine servizio”. Non è solo metallo o olio bruciato: è un mix di carta umida, detergente industriale, caffè tostato troppo in fretta e aria calda che esce dalle macchine automatiche, con quel respiro meccanico che sembra quasi umano. È l’odore di qualcosa che si è appena concluso. Una memoria sospesa: dei trolley trascinati di corsa, dei messaggi vocali ascoltati con un auricolare solo, degli abbracci trattenuti all’ultimo secondo prima che le porte si chiudano. Arrivare in una stazione nuova dà spesso l’impressione di esserci già stati. Il bar con le prese USB occupate, le pensiline illuminate al neon, i binari lucidi che riflettono schermi e notifiche, le vecchie cabine telefoniche trasformate in gusci vuoti o in punti Wi-Fi: tutto sembra parte di un copione collettivo che conosciamo a memoria. Qui il tempo non scorre, si accumula. Le stazioni sono archivi emotivi, spaz...