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Il linguaggio comune della scienza (1941)

  Il linguaggio comune della scienza: il messaggio attuale di Einstein Nel settembre del 1941, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, Albert Einstein registrò un discorso radiofonico per la British Association for the Advancement of Science intitolato Il linguaggio comune della scienza . Era un momento drammatico: l’Europa era devastata dal conflitto, Londra aveva da poco resistito ai bombardamenti della Luftwaffe , e Einstein, emigrato negli Stati Uniti nel 1933, non sarebbe mai più tornato in Germania. Eppure il cuore del suo intervento non fu politico, bensì profondamente umano e culturale. Linguaggio e pensiero: sono davvero inseparabili? Einstein apre con una domanda sorprendente: esiste il pensiero senza linguaggio? Non ci è forse capitato di intuire chiaramente una connessione tra “cose” prima ancora di trovare le parole per esprimerla? Con questa riflessione, distingue tra pensiero e linguaggio, ma mette subito in guardia da un errore opposto: considerarli completame...
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Bouquinistes

Chi cammina lungo le rive della Senna, nel cuore di Parigi, incontra le scatole verde scuro dei bouquinistes appese ai muraglioni del fiume. Sono quasi iconiche quanto la Torre Eiffel. Più di duecento librai custodiscono in circa novecento casse centinaia di migliaia di volumi: per lo più in francese, ma anche stampe d’epoca, incisioni rare, francobolli, vecchie cartoline ingiallite dal tempo. Si estendono per tre chilometri lungo la Rive Droite e la Rive Gauche. Bisogna chiedere prima di toccare: il gesto distratto del curioso è guardato con sospetto. Qui il libro non è merce qualsiasi, ma oggetto sopravvissuto. L’origine è antica quasi quanto il Pont Neuf, che nuovo non è affatto, risalendo al 1607. Già nel XVI secolo venditori ambulanti proponevano libri vietati dall’Index librorum prohibitorum, testi sovversivi che circolavano di mano in mano lungo il fiume. Più volte cacciati, tornarono sempre, finchè nel XVII secolo i mercanti ambulanti iniziarono a piazzarsi stabilmente sul pont...

La donna è due: amore, relazione e conoscenza secondo Galimberti

Quando Umberto Galimberti,   filosofo, psicologo e saggista italiano,   afferma che “la donna è due”, non formula un’iperbole retorica, ma propone una tesi antropologica precisa : la struttura del femminile sarebbe relazionale , mentre quella maschile identitaria . “Due” non indica una somma, ma una configurazione strutturale: l’uno e l’altro. Secondo Galimberti, la donna non si costituisce come monade autonoma, bensì come soggetto la cui identità emerge nella relazione. L’uomo, al contrario, tende a concepirsi come un’unità autonoma: un soggetto separato dagli altri e simbolicamente autosufficiente. Questa differenza non viene presentata come mero prodotto culturale, ma come radicata nella corporeità . Il corpo femminile, potenzialmente generativo, sarebbe strutturalmente orientato all’accoglienza dell’altro. Anche quando non genera, il suo assetto simbolico resterebbe “aperto”, predisposto alla co-appartenenza. L’identità femminile sarebbe dunque subordinata alla relazione ....

“L'Ansa e l'Accesso” di Françoise Jullien

   L’ansa e l’accesso: come si produce il senso tra Cina e Grecia Nel suo libro L’Ansa e l’accesso. Strategie del senso in Cina, Grecia (edizione italiana a cura di Paolo Fabbri, Mimesis Edizioni, 2011), François Jullien mette in scena uno dei confronti più raffinati e produttivi del pensiero contemporaneo: quello tra la tradizione filosofica greca e il pensiero classico cinese. Il titolo è già un programma teorico. L’accesso e l’ansa: due strategie, non due civiltà contrapposte Per Jullien, l’ accesso rappresenta la via diretta: l’idea, tipicamente greca, che il pensiero debba puntare frontalmente all’essenza (ousia), definire, fondare, distinguere il vero dal falso. La filosofia nasce così come ricerca dell’essere, come costruzione di un piano di verità capace di rendere il reale intelligibile attraverso concetti stabili. L’ ansa ( traduzione del francese détou ), al contrario, designa una strategia indiretta; una modalità indiretta di articolazione del senso. È il movim...

E.T.A. Hoffmann, il grande rimosso dell’horror moderno

Quando si parla di horror moderno, alcuni nomi tornano ossessivamente, come se fossero gli unici ad aver dato forma all’incubo contemporaneo. Eppure, all’origine di molte di quelle visioni disturbanti e ambigue, c’è una figura che continua a restare ai margini: E. T. A. Hoffmann . enza di lui, molte delle storie che oggi definiamo disturbanti, visionarie o semplicemente weird probabilmente non  esisterebbero. Hoffmann è stato un vero padrino dell’inquietudine moderna , l’anello mancante tra il gotico sette-ottocentesco e l’immaginario contemporaneo. La sua ombra si stende su Edgar Allan Poe, Dickens, Hawthorne, Stevenson, Henry James; riecheggia in Frankenstein , Dracula , Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde e Il giro di vite .  Arriva fino al cinema di Tim Burton, Christopher Nolan e David Lynch, passando per l’espressionismo tedesco,  Il gabinetto del dottor Caligari , Nosferatu,   e oltre. Oggi Hoffmann viene ricordato soprattutto per due opere:...

Artù e le nebbie di Avalon

  Excalibur e il ciclo arturiano: storia, mito e leggenda di una spada senza tempo Tra le nebbie della Britannia, dove la storia si confonde con il mito, nasce una delle leggende più durature dell’immaginario occidentale: quella di re Artù e della sua spada, Excalibur . Un racconto che attraversa secoli, lingue e culture, trasformandosi continuamente senza mai perdere il suo nucleo simbolico: il potere legittimo, la giustizia, il sacrificio. La Materia di Bretagna: quando il mito diventa letteratura Nel XII secolo il poeta francese Jean Bodel distingue tre grandi filoni narrativi del suo tempo: la materia di Roma, quella di Francia e la materia di Bretagna . È in quest’ultima che prende forma il ciclo arturiano: un insieme di racconti nati dall’intreccio di tradizioni celtiche, folklore britannico e rielaborazioni letterarie medievali.  Al centro di questo universo narrativo troviamo Artù Pendragon , sovrano ideale e guerriero, circondato dai Cavalieri della Tavola Rotond...