Tra i molti fogli di studio lasciati da Michelangelo Buonarroti ce n’è uno che racconta una scena sorprendentemente quotidiana: il rapporto tra maestro e apprendista nel suo laboratorio. Su uno schizzo della Vergine con Bambino (conservato al British Museum e datato ca 1522 - 1524), Michelangelo scrisse una breve nota indirizzata al giovane assistente Antonio Mini. La frase, tracciata rapidamente accanto ai disegni, dice: “Disegna, Antonio, disegna, Antonio, disegna e non perder tempo.” Non si tratta di una massima filosofica ma di un rimprovero molto concreto. Accanto ai raffinati studi del maestro si vedono infatti le copie dell’allievo, più rigide e incerte. Michelangelo, evidentemente poco soddisfatto, lo esortò a esercitarsi di più e a non perdere tempo. Il foglio mostra bene come funzionava un laboratorio artistico nel Rinascimento: il maestro disegnava un modello e gli apprendisti lo copiavamno più volte, imparando attraverso la pratica e la ripetizione. Questi fogli non erano ...
Che cosa hanno in comune un fisico teorico, un filosofo dell’Ottocento e uno dei più radicali pensatori del Novecento? A prima vista, poco. Eppure Albert Einstein , Friedrich Nietzsche e Michel Foucault condividono una preoccupazione fondamentale: il modo in cui costruiamo la verità e il modo in cui questa costruzione plasma la nostra vita collettiva. Non dicono la stessa cosa. Non appartengono alla stessa tradizione. Ma, messi in dialogo, disegnano una traiettoria sorprendentemente coerente. Einstein: il linguaggio comune della scienza Nel 1941, nel pieno della guerra, Einstein parlò del “linguaggio comune della scienza”. Per lui, la scienza non è solo un insieme di scoperte, ma un sistema di concetti condivisi che permette agli esseri umani di orientarsi nel caos dell’esperienza. Il linguaggio scientifico, fatto di concetti e simboli matematici, è sovranazionale. Unisce menti di paesi diversi in uno sforzo cooperativo che trascende i conflitti politici. Ma Eins...