Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Biografie

Alice nel Paese delle Meraviglie e il nonsense

Fino a tempi recenti l'uso del termine nonsense (gioco logico-linguistico)  è stato radicato più saldamente al genere della letteratura per bambini, ritenuta luogo appropriato per le “sciocchezze/assurdità”. È solo nell’ultimo quarto del ventesimo secolo che i critici hanno cominciato a prendere sul serio l’etichetta, riconoscendo il nonsense letterario come un genere a sé stante. Da allora, molti critici hanno iniziato a guardare più da vicino i nonsense, le “sciocchezze” di Carroll. Non si tratta di semplici parole senza senso ma di una vera e propria forma d'arte che fu introdotta per la prima volta nella letteratura dall'illustratore Edward Lear (1812 – 1887) che irruppe sulla scena letteraria del 1846 con i suoi folli giochi di parole  nella raccolta A Book of Nonsense che  conteneva circa 115 limerick caratterizzati da una totale mancanza di significato o scopo, e che divenne un bestseller immediato. Privando parole e nomi del loro significato etimologico, Boo...

Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie

Chi non vorrebbe girovagare e cadere accidentalmente nella tana del coniglio per ritrovarsi in un luogo magico come il Paese delle Meraviglie? Incontrare l'irrefrenabile Bianconiglio, lo stupido Cappellaio Matto,  lo Stregatto dal sorriso permanente e l' irascibile Regina di Cuori? D al “pomeriggio d'oro” del 4 luglio 1862, quando Lewis Carroll ( per la storia della sua creazione si veda l'  articolo su Lewis Carroll)   inventò per la prima volta la sua storia,  Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie  è la storia di Alice che cade nella tana di un coniglio e finisce in un mondo fantastico pieno di creature dalle sembianze umane e animali strani e meravigliosi. Trama: In una bella giornata estiva, Alice siede con la sorella sulla riva di un ruscello sotto un albero e si annoia. La sorella legge un libro senza immagini, Alice si chiede: "A cosa servono i libri senza immagini e conversazioni?". Poi all'improvviso vede un coniglio bianco con un orolo...

Simone Weil: un cuore capace di battere per il mondo degli oppressi e degli sfruttati.

Lavoratori oberati di lavoro e sottopagati: per comprendere la difficile situazione della classe operaia, la filosofa francese Simone Adolphine Weil nella prima metà del XX secolo, in una Europa devastata dalla guerra, varca i confini dei suoi ideali, rinuncia alla sua vita da privilegiata per lavorare in fabbrica perché vuole sperimentare fino in fondo cosa significhi essere povero e sfruttato.  Nata a Parigi nel 1909 in una famiglia ebrea laica e colta dell'alta borghesia, Simone cresce in un ambiente protetto, distinguendosi al Lycée Henri IV e all'École normale supérieure, dove studia filosofia. Il suo interesse per la filosofia politica la conduce a Karl Marx e alla teoria marxista, ma non si accontenta degli ideali "da salotto" della sinistra. Simone entra in contatto con la realtà e sperimenta in prima persona cosa significhi restrizione della libertà di parola, disparità di reddito, alienazione del soggetto moderno e altro ancora.  Rinuncia alla sua vita privi...

Cary Grant

  Cary Grant incarna perfettamente la figura del divo che nella vecchia Hollywood faceva magie. Divenne immensamente   popolare a dispetto delle sue origini modestissime. Nacque in Inghilterra 1904 e precisamente a Bristol. Sua madre fu ricoverata in un istituto per malattie mentali quando lui aveva   nove  anni. Gli dissero in seguito che era morta. Il padre un uomo severo non assecondò le inclinazioni artistiche di suo figlio che fin dalla giovane età fu attratto dallo spettacolo. Apprendista a teatro, entrò a far parte di una compagnia teatrale falsificando la firma di suo padre. La compagnia in verità assomigliava più ad un circo; di certo in quell’ambiente Cary Grant migliorò il suo talento comico, sviluppò doti mimiche e arrivò in America dove rimase facendo mille mestieri. Aveva solo diciassette anni.   Lavorò anche come uomo sandwich   fino a che Hollywood si accorse di lui. A Los Angeles conobbe un produttore della Paramount e cambiò   nome in...

Big Sur di Jack Kerouac

Collana: Oscar Moderni  Editore: Mondadori Prezzo: 10,00 euro Formato: Tascabile  Traduttore: Legati Igor  Pagine: 238  Romanzo autobiografico in cui l'autore e narratore si presenta con l'alias Jack Dulouz. Alla fine del libro è presente anche la poesia "Mare" scritta durante il soggiorno a Big Sur. Siamo negli anni '60 e Jack Kerouac ormai è uno scrittore affermato e di successo che si rende conto di quanto in realtà la condizione di popolarità non gli piaccia per nulla. Jack è quarantenne stufo di essere il "re dei Beatnik", irritato dal circo mediatico che avvolge la sua vita chiede in prestito la baita di Lawrence Ferlinghetti a Big Sur, in California.  In "Big Sur", Big Sur è di per sé il primo obiettivo e rappresenta un rifugio per l'eroe. La capanna isolata sulla costa della California, tuttavia, non gli dona la pace tanto agoniata. Irrequieto, gravita su San Francisco, poi torna alla capanna con alcuni amici. Di nuovo torna a San F...

L'educazione dei bambini nell'epoca dei Tudors

"I bambini erano accolti, all'epoca dei Tudors, nella società non in quanto tali, ma come potenziali adulti e in questa luce tutto era compiuto affinché diventassero grandi prima del tempo. Obbedienza servile ai genitori, precoce serietà, modestia e compassato decoro:questi erano i tratti distintivi di un bambino ammodo. Padri e madri erano trattati con una devozione analoga alla riverenza religiosa. Soltanto Dio e i genitori, si insegnava ai figli, andavano supplicati su entrambe le ginocchia; uno era sufficiente per chiunque altro. Molto presto, i bambini imparavano a genuflettersi al mattino e alla sera e a dire: «Padre, imploro la tua caritatevole benedizione». Il genitore, sollevandogli le mani giunte, pronunciava la formula di rito: «Dio ti benedica, figliolo» oppure «Dio ti protegga e ti conduca sulla strada del bene». Un manuale per genitori edito nel decennio 1530-40 raccomandava che i figli «duri di cuore», restii a sottomettersi a questo rituale filiale fossero «...

William Shakespeare

Probabilmente  è lo scrittore più influente in tutta la letteratura inglese e certamente il più importante drammaturgo del Rinascimento inglese, William Shakespeare  nacque nell’aprile del  1564 nella città di Stratford-upon-Avon nel Warwickshire, in Inghilterra. Figlio di un borghese guantaio di  successo, Shakespeare frequentò la scuola di grammatica, ma la sua educazione formale procedeva oltre. Nel 1582, si sposò con una donna più anziana di lui di otto anni, Anne Hathaway, e da lei ebbe tre figli. Intorno al 1590 lasciò la sua famiglia alle spalle e si recò a Londra per lavorare come attore e drammaturgo. Il successo di pubblico e di critica fecero subito seguito, e Shakespeare divenne il drammaturgo più popolare in Inghilterra e com-proprietario del Teatro The Globe. La sua carriera raggiunse il culmine durante  i regni di Elisabetta I (governò dal 1558 al 1603) e Giacomo I (1603-1625). Ricco e rinomato, Shakespeare si r...

J.D.Salinger e il Giovane Holden

Il giovane Holden ha venduto sessanta milioni di copie e ancora vende. Resta però un mistero il perché il suo autore, J.D.Salinger,  si sia ritirato in un rifugio Cornish, nel New Hampshire, un bunker poco lontano da casa dove soggiornava anche per intere settimane. Forse l’aveva fatto  per fuggire da New York e dalle attenzioni indesiderate che aveva suscitato con il successo del Giovane Holden e forse per trovare quell'isolamento Zen che gli avrebbe permesso di vivere e continuare a scrivere. Eppure le sue opere migliori le ha scritte quando viveva nel bel mezzo di New York City. Jerry Salinger nasce nel 1919, nell’Upper West Side di N.Y Appartiene ad una classe sociale elevata. Studia in scuole private, ma viene cacciato. Il padre vuole che il figlio si occupi dell’azienda di famiglia, per questo lo manda in Europa a lavorare nel commercio di carni e formaggi.  Al ritorno in America per abituarlo all’ordine e alla disciplina, il padre lo iscrive all'accademia milit...

Il volto cancellato

Titolo:Il volto cancellato.St oria di Fakhra dal dramma alla rinascita. Autore: Fakhra Younis  con Elena Doni  postfazione di Themina Durrani. Anno di pubblicazione:2010 Mondadori  € 16,00 Fakhra Younas (Karachi, 1979 o 1980 – Roma, 17 marzo 2012) Giovane pakistana, analfabeta, la quale affida la sua triste storia di  ballerina, madre e donna, che ha lottato contro l'ennesima brutale bestialità dell'uomo e di una società ignorante e gretta, alla penna di chi ha vissuto le sue esperienze di donna oggetto. Fakhra però non ce l'ha fatta, si è suicidata dopo trentanove interventi di ricostruzione del volto; col suo gesto suicida si è piegata e arresa al volere dell'ex marito padrone dal quale era fuggita.  Faceva un caldo terribile quella mattina di maggio a karachi. improvvisamente sentii un caldo come non avevo mai provato. E non vedevo più non riuscivo ad aprire gli occhi che mi si erano tremendamente gonfiati... Questo è l'inizio d...

Nasceva oggi...

Pur vivendo nel continente e  avendo fatto di altri Paesi (Roma,Trieste, Zurigo, Parigi) la sua casa,  Joyce conservò il suo interesse artistico per il paese natale e abilmente articolò l'esperienza irlandese nei suoi scritti. E l ' Irlanda che permea tutti gli scritti di Joyce, è soprattutto l'Irlanda durante il tumultuoso primo Novecento. La scena politica a quel tempo era incerta, ma piena di speranza:  l'Irlanda aveva chiesto l'indipendenza dalla Gran Bretagna. Il  nazionalista Charles Stewart Parnell aveva rinvigorito la politica irlandese con le sue proposte di leggi  che miravano   a dare all'Irlanda più voce nel governo britannico (Home Rule Bill). Qui nacque James Joyce, in una classe media, in una famiglia cattolica di Rathgar, un sobborgo di Dublino, il 2 febbraio, 1882. La prosperità della  famiglia diminuì subito dopo la nascita di James, costringendo  i Joyce a trasferirsi dalla comoda casa di Rathgard alla zona fuo...

Io sono Malala

IO SONO MALALA Di Malala Yosafzai con  Christina Lamb Non è una recensione vera e propria quella che sto scrivendo, ma più che altro un ''mettere in luce'' quello che è accaduto all'età di 15 anni ad una ragazzina Pakistana durante il regime talebano. Sedermi a scuola a leggere libri è un mio diritto .    Vedere ogni essere umano sorridere di felicità è il mio desiderio. Io sono Malala. Il mio mondo è cambiato. Ma io no. Malala è una ragazzina di 15 circa quando, il 12 ottobre 2012, alle ore 12.00, nella valle dello Swat in Pakistan finiscono le lezioni scolastiche. Insieme alle compagne, si appresta a tornare a casa a bordo di un vecchio furgone adibito a bus per trasporto studenti. Il Pakistan è sottomesso e piegato dal regime talebano che ha distrutto valli, città, storia e dignità di una terra bella e ricca di risorse. Tra tutti gli orrori subiti, in prima linea, il divieto di crearsi una cultura che vada al di là delle madrasse, scuole d'inse...