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Visualizzazione dei post con l'etichetta Psicologia

La donna è due: amore, relazione e conoscenza secondo Galimberti

Quando Umberto Galimberti,   filosofo, psicologo e saggista italiano,   afferma che “la donna è due”, non formula un’iperbole retorica, ma propone una tesi antropologica precisa : la struttura del femminile sarebbe relazionale , mentre quella maschile identitaria . “Due” non indica una somma, ma una configurazione strutturale: l’uno e l’altro. Secondo Galimberti, la donna non si costituisce come monade autonoma, bensì come soggetto la cui identità emerge nella relazione. L’uomo, al contrario, tende a concepirsi come un’unità autonoma: un soggetto separato dagli altri e simbolicamente autosufficiente. Questa differenza non viene presentata come mero prodotto culturale, ma come radicata nella corporeità . Il corpo femminile, potenzialmente generativo, sarebbe strutturalmente orientato all’accoglienza dell’altro. Anche quando non genera, il suo assetto simbolico resterebbe “aperto”, predisposto alla co-appartenenza. L’identità femminile sarebbe dunque subordinata alla relazione ....

L’Eroe dai Mille Volti di Joseph Campbell: il mito che ha trasformato il cinema

L’Eroe dai Mille Volti di Joseph Campbell: il mito che ha trasformato il cinema J oseph Campbell, studioso di miti di tutto il mondo, osservò una verità sorprendente: tutte le storie eroiche condividono una stessa struttura universale , che chiamò monomito o viaggio dell’eroe . Il viaggio dell’eroe Secondo Campbell, l’eroe attraversa una serie di tappe ricorrenti: Chiamata all’avventura – il mondo ordinario viene scosso da un evento o una sfida Rifiuto della chiamata – paura o resistenza iniziale Aiuto soprannaturale / Mentore – una guida o forza superiore supporta l’eroe Varcare la soglia – l’ingresso in un mondo sconosciuto Prove, alleati, nemici – l’eroe affronta sfide che lo trasformano Discesa nell’abisso / Incontro con l’Ombra – momento di crisi profonda Apoteosi / Rivelazione – l’eroe ottiene nuova conoscenza o potere Ritorno con l’elisir – l’eroe torna cambiato, pronto a condividere ciò che ha imparato Questa struttura non è solo un modell...

Resilienza: la fragilità che ci salva

Resilienza: la fragilità che ci salva “Ciò che è flessibile e cedevole vincerà ciò che è rigido e forte.” Lao Tzu, Tao Te Ching  Un concetto abusato, una virtù dimenticata “Resilienza” è una parola che ha invaso il linguaggio del nostro tempo. La si pronuncia come un talismano, come se bastasse nominarla per diventare più forti. Politici, psicologi, aziende, educatori: tutti la evocano, spesso riducendola a un sinonimo di “resistenza” o “durezza mentale”.  Eppure, il significato originario del termine, dal latino resilire   “rimbalzare”  ci invita a una comprensione più sottile.  Rimbalzare non è restare fermi, non è opporre un muro: è ritornare alla vita dopo l’urto, trovando una nuova forma d’equilibrio. La resilienza non è un’armatura che ci difende dal dolore, ma un’arte di convivere con esso senza lasciarsene distruggere. Oltre l’armatura: la vulnerabilità come radice della forza Il nostro tempo, ossessionato dal controllo e dall’efficienza, tende a identif...