Quando pensiamo alle fiabe dei fratelli Grimm, l'immagine che solitamente ci appare è quella di racconti incantati, resi celebri dalle edizioni illustrate o dal cinema d'animazione. Ma dietro il titolo di Kinder- und Hausmärchen ("Fiabe del focolare") si cela una storia molto diversa, fatta di intenti accademici, traumi politici e un realismo brutale che abbiamo col tempo imparato a censurare. Un progetto politico, non pedagogico La raccolta di Jacob e Wilhelm Grimm non nacque per far addormentare i bambini. All'inizio del XIX secolo, durante le turbolenze delle guerre napoleoniche e l'occupazione francese delle terre germaniche, i due fratelli furono spinti da un profondo sentimento di nazionalismo. Credevano che la forma più pura della cultura tedesca vivesse nella tradizione orale tramandata di generazione in generazione. Il loro obiettivo era urgente: "preservare le storie dall'estinzione", evitando che il tumulto dell'epoca le facesse t...