L'idea di inconscio non era nuova quando Freud la mise al centro della sua teoria, era già presente nella filosofia dal settecento e si era affermata nell'ottocento. Locke, alla fine del '600, nel Saggio sull'intelletto aveva detto che la coscienza é totale, arriva dappertutto e che i contenuti mentali sono per definizione coscienti. Leibniz, nei suoi Saggi sull'intelletto umano, aveva sostenuto l'esistenza di piccole percezioni, impressioni intuitive e globali di cui non siamo consapevoli, introducendo l'idea di una parte in ombra della psiche. In seguito l'inconscio si ritrova, seppure in eccezioni diverse, in Shelling, Schopenhauer, Bergson. In psichiatria e psicologia clinica veniva invocato, specie dagli autori francesi, per spiegare sintomi patologici. Freud però ne fa qualcosa di più preciso, inquadrandolo in una teoria organica e articolata. I suoi contenuti sono libidico-sessuali. Le malattie si spiegano per l'attività dinamica della psiche che rimuove i ricordi o fantasie sessuali, lasciandoli a premere nel profondo. La nozione di inconscio di Freud ha avuto un grande successo ed è penetrata nelle rappresentazioni sociali correnti della psiche umana. Alla sua diffusione hanno contribuito anche le trasformazioni storico sociali del XIX e XX secolo. In Europa la borghesia era in crisi, scemava la fiducia nel progresso e nella scienza. L'immagine di un uomo turbato, in crisi, con conflitti interiori, sembrava più realistica di quella dell'individuo positivo, tutto costruttivo e sicuro di sé.
Ciò che oggi consideriamo naturale, proteggere, educare, ascoltare i bambini, è in realtà una conquista storica. Tra gli avvenimenti più significativi dell'età moderna, l'invenzione della stampa, le rivoluzioni politiche, l'ascesa della borghesia, la rivoluzione scientifica, c'è la "scoperta" dell'infanzia. Philippe Ariès, storico francese in un suo libro pubblicato nel 1960, cioè L'enfant et la vie familiale sous l'Ancien Régime, ha sostenuto che l'infanzia nasce con l'età moderna. Una tesi che ha aperto un vasto dibattito storiografico. Secondo Ariès, l'infanzia nelle classi agiate comincia ad essere considerata con il Rinascimento e si afferma nel XVII secolo. Nei dipinti medioevali, per esempio, i bambini erano ritratti come piccoli adulti, con gli stessi abiti e persino lo stesso volto. Non erano mai raffigurati da soli segno che la loro individualità non è contemplata. Nella festa selvaggia di Brueghell i bambini mangiano e ...
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