Esiste
un posto migliore al mondo di Parigi per sognare? La risposta è no! La
capitale francese è fascinosa e magica; è il luogo per eccellenza dove
scoccare le frecce di Cupido e ambientare una storia che parli d’amore,
ma di quello vero che fa venire le farfalle nello stomaco, che non ha
bisogno di occhiali, che ha l’aspetto di un mosaico da costruire
insieme, che è un enigma capace di annullare il senso di gravità proprio
come nei dipinti di Chagal. Dopo London in love e Barcellona mi amor, Melinda
Miller torna a parlare di emozioni in un’opera sbarazzina capace di
incontrare il gusto di tutti, soprattutto delle lettrici e dei lettori
romantici che hanno voglia di sognare.
Ciò che oggi consideriamo naturale, proteggere, educare, ascoltare i bambini, è in realtà una conquista storica. Tra gli avvenimenti più significativi dell'età moderna, l'invenzione della stampa, le rivoluzioni politiche, l'ascesa della borghesia, la rivoluzione scientifica, c'è la "scoperta" dell'infanzia. Philippe Ariès, storico francese in un suo libro pubblicato nel 1960, cioè L'enfant et la vie familiale sous l'Ancien Régime, ha sostenuto che l'infanzia nasce con l'età moderna. Una tesi che ha aperto un vasto dibattito storiografico. Secondo Ariès, l'infanzia nelle classi agiate comincia ad essere considerata con il Rinascimento e si afferma nel XVII secolo. Nei dipinti medioevali, per esempio, i bambini erano ritratti come piccoli adulti, con gli stessi abiti e persino lo stesso volto. Non erano mai raffigurati da soli segno che la loro individualità non è contemplata. Nella festa selvaggia di Brueghell i bambini mangiano e ...

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