Il
film d'animazione, diretto da Enrico Casarosa, è ambientato in Italia, ma l’ambientazione
è influenzata dai film giapponesi, in particolare dalle opere di Hayao
Miyazaki. Anche se in versione 3D, il mare limpido e verde-azzurro, la
vegetazione lussureggiante, la vita idilliaca del villaggio, il cielo azzurro, le
gigantesche nuvole bianche, l’occhio per i dettagli (un filo d’erba al vento) sono territorio di Miyazaki. Lo stesso dicasi della narrazione: il punto di vista
dell’infanzia, sottile, bella commovente, calda, nostalgica, scherzosa e piena
di azione. Il regista Enrico Casarosa ha prontamente riconosciuto che lo stile
distintivo di Hayao Miyazaki “incombe molto nel suo DNA”, dagli anni ’80, dalla
serie animata di Conan il ragazzo del futuro. E questo amore per il maestro dell’animazione
giapponese è così forte che Casarosa è arrivato al punto di far tenere d'
occhio, agli animatori Pixar e della sua squadra i film, gli anime di Miyazaki
come riferimento. Il paese di Luca è addirittura chiamato Portorosso in omaggio a Porco Rosso (1992) di cui ricorda molto l’ambientazione costiera e tutto l'amore
che Miyazaki mette nella sua visione dell'Europa. La storia è quella di un giovane
mostro marino di nome Luca mentre fa amicizia con un altro mostro marino,
Alberto, che convince Luca ad esplorare il mondo umano con lui. I due diventano
ossessionati dall'acquisto di una Vespa e partecipano a una gara con una ragazza
umana dal muso duro ma amichevole di nome Giulia…
Ciò che oggi consideriamo naturale, proteggere, educare, ascoltare i bambini, è in realtà una conquista storica. Tra gli avvenimenti più significativi dell'età moderna, l'invenzione della stampa, le rivoluzioni politiche, l'ascesa della borghesia, la rivoluzione scientifica, c'è la "scoperta" dell'infanzia. Philippe Ariès, storico francese in un suo libro pubblicato nel 1960, cioè L'enfant et la vie familiale sous l'Ancien Régime, ha sostenuto che l'infanzia nasce con l'età moderna. Una tesi che ha aperto un vasto dibattito storiografico. Secondo Ariès, l'infanzia nelle classi agiate comincia ad essere considerata con il Rinascimento e si afferma nel XVII secolo. Nei dipinti medioevali, per esempio, i bambini erano ritratti come piccoli adulti, con gli stessi abiti e persino lo stesso volto. Non erano mai raffigurati da soli segno che la loro individualità non è contemplata. Nella festa selvaggia di Brueghell i bambini mangiano e ...
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