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Anne Perry: la regina del giallo vittoriano che visse due volte (e scrisse per esorcizzare il passato)

  C'è una simmetria crudele, eppure affascinante, nella vita di Anne Perry. Per decenni ha scritto bestseller ambientati nell'Inghilterra vittoriosa e ipocrita, popolati da investigatori tormentati, tribunali, delitti e implacabili ricerche di giustizia. Ma la verità è che il mistero più fitto, il segreto più inconfessabile e la condanna più pesante non li ha mai inventati alla macchina da scrivere: li aveva vissuti sulla propria pelle. Bestseller da oltre 26 milioni di copie vendute in tutto il mondo secondo le stime diffuse dai suoi editori, la "regina del crimine storico" ha condiviso per gran parte della vita un destino che sembra uscito dalla trama di un romanzo noir. Un passato che, nel 1994, torna a galla in modo dirompente, costringendola a fare i conti con il mondo intero. Dalla salute fragile al Sudafrica: le radici di un legame ossessivo Molto prima di diventare Anne Perry, la scrittrice rispondeva al nome di Juliet Marion Hulme . Nata a Londra nel 1938, la...

Il Volto oscuro dei Fratelli Grimm: perché le fiabe non erano per bambini

Quando pensiamo alle fiabe dei fratelli Grimm, l'immagine che solitamente ci appare è quella di racconti incantati, resi celebri dalle edizioni illustrate o dal cinema d'animazione. Ma dietro il titolo di Kinder- und Hausmärchen ("Fiabe del focolare") si cela una storia molto diversa, fatta di intenti accademici, traumi politici e un realismo brutale che abbiamo col tempo imparato a censurare. Un progetto politico, non pedagogico La raccolta di Jacob e Wilhelm Grimm non nacque per far addormentare i bambini. All'inizio del XIX secolo, durante le turbolenze delle guerre napoleoniche e l'occupazione francese delle terre germaniche, i due fratelli furono spinti da un profondo sentimento di nazionalismo. Credevano che la forma più pura della cultura tedesca vivesse nella tradizione orale tramandata di generazione in generazione. Il loro obiettivo era urgente: "preservare le storie dall'estinzione", evitando che il tumulto dell'epoca le facesse t...

Oltre la Disney: il potere nascosto e terapeutico delle fiabe

  Dici "fiabe" e probabilmente la tua mente volerà subito alla Disney e alle sue scintillanti versioni animate dei classici per l'infanzia. Ma le fiabe della "vecchia scuola" (quelle scritte o raccolte da autori come i Fratelli Grimm, Hans Christian Andersen, Oscar Wilde o Andrew Lang) sono intrise di una ricchezza e di una complessità che spesso mancano nelle loro trasposizioni sul grande schermo. Perché, allora, è così importante far conoscere ai bambini le storie originali, perfino quando ci sembrano un po' troppo "crude"? Il processo alle fiabe: sono troppo violente? Più di 200 anni fa, Jacob e Wilhelm Grimm pubblicarono il primo volume della loro celebre raccolta Kinder- und Hausmärchen ("Fiabe del focolare"). Intere generazioni sono cresciute con queste storie senza tempo, eppure, in passato, esse sono state spesso guardate con sospetto. Da un punto di vista sociologico e pedagogico, molti temevano che queste narrazioni fossero str...

Ralph Waldo Emerson: natura, conoscenza e pensiero in movimento

Ralph Waldo Emerson è una figura centrale del trascendentalismo americano e uno dei più importanti intellettuali dell’Ottocento negli Stati Uniti. Nei suoi saggi, discorsi e poesie, riflette costantemente sul rapporto tra essere umano, natura e conoscenza, proponendo una visione dinamica della realtà che ha influenzato profondamente la cultura americana e il pensiero moderno. Uno dei nuclei fondamentali del suo pensiero è l’idea che l’universo non sia statico, ma in continuo divenire. Nulla è fisso: tutto cambia, si trasforma e si rigenera. Ciò che appare stabile è in realtà solo una fase temporanea di un processo più ampio, e ogni momento presente contiene già in sé le possibilità del futuro. In questa prospettiva, il mondo non è mai concluso, ma sempre in costruzione. Anche il pensiero umano deve seguire questo movimento: la vera intelligenza non si limita a descrivere ciò che esiste, ma cerca di cogliere ciò che sta diventando. Questa visione si riflette profondamente nel modo in c...

Walking: natura, libertà e conoscenza in Thoreau

C’è qualcosa di rivoluzionario in un gesto semplice come camminare. Non lo dico io, ma Henry David Thoreau , che nel suo saggio Walking trasforma una passeggiata in un atto quasi spirituale.  Thoreau non è solo uno scrittore, ma anche un filosofo, naturalista e pensatore trascendentalista americano dell’Ottocento, noto per la sua scelta di vita radicale: per due anni vive nei boschi vicino al lago Walden.  Il suo pensiero nasce proprio da questa esperienza diretta della natura, vissuta non come sfondo, ma come maestra di vita.  Il testo Walking nasce da una conferenza tenuta a Concord, Massachusetts, nel 1851, e si apre con una dichiarazione che è quasi un manifesto: il desiderio di difendere “la Natura, la libertà e la selvatichezza assolute”, in opposizione a una libertà “meramente civile”. Fin dall’inizio, Thoreau ci invita a rovesciare il nostro punto di vista: non considerarci semplicemente membri della società, ma parte integrante della Natura.  Qui emerge un...

Quando Michelangelo rimproverò il suo allievo: “Disegna e non perdere tempo”

Tra i molti fogli di studio lasciati da Michelangelo Buonarroti ce n’è uno che racconta una scena sorprendentemente quotidiana: il rapporto tra maestro e apprendista nel suo laboratorio. Su uno schizzo della Vergine con Bambino (conservato al British Museum e datato ca 1522 - 1524), Michelangelo scrisse una breve nota indirizzata al giovane assistente Antonio Mini. La frase, tracciata rapidamente accanto ai disegni, dice: “Disegna, Antonio, disegna, Antonio, disegna e non perder tempo.” Non si tratta di una massima filosofica ma di un rimprovero molto concreto. Accanto ai raffinati studi del maestro si vedono infatti le copie dell’allievo, più rigide e incerte. Michelangelo, evidentemente poco soddisfatto, lo esortò a esercitarsi di più e a non perdere tempo. Il foglio mostra bene come funzionava un laboratorio artistico nel Rinascimento: il maestro disegnava un modello e gli apprendisti lo copiavamno più volte, imparando attraverso la pratica e la ripetizione. Questi fogli non erano ...

Verità, potere e creazione di valori: da Nietzsche a Foucault, passando per Einstein

  Che cosa hanno in comune un fisico teorico, un filosofo dell’Ottocento e uno dei più radicali pensatori del Novecento? A prima vista, poco. Eppure Albert Einstein , Friedrich Nietzsche e Michel Foucault condividono una preoccupazione fondamentale: il modo in cui costruiamo la verità e il modo in cui questa costruzione plasma la nostra vita collettiva. Non dicono la stessa cosa. Non appartengono alla stessa tradizione. Ma, messi in dialogo, disegnano una traiettoria sorprendentemente coerente. Einstein: il linguaggio comune della scienza Nel 1941, nel pieno della guerra, Einstein parlò del “linguaggio comune della scienza”. Per lui, la scienza non è solo un insieme di scoperte, ma un sistema di concetti condivisi che permette agli esseri umani di orientarsi nel caos dell’esperienza.  Il linguaggio scientifico, fatto di concetti e simboli matematici, è sovranazionale. Unisce menti di paesi diversi in uno sforzo cooperativo che trascende i conflitti politici.  Ma Eins...

Walter Kaufmann e la rinascita di Nietzsche nel mondo angloamerican

Per oltre trent’anni, Walter Kaufmann insegnò filosofia alla Princeton University (1947–1980). Il suo nome è oggi inseparabile da quello di Friedrich Nietzsche . Più di chiunque altro nel mondo anglofono del secondo dopoguerra, Kaufmann rese possibile prendere Nietzsche sul serio come filosofo.  Può sembrare sorprendente, ma a metà del Novecento Nietzsche non godeva affatto della reputazione accademica che ha oggi. Era spesso visto come un pensatore irrazionale, un precursore del nazismo, o un autore più letterario che filosofico. Kaufmann cambiò radicalmente questa percezione. Liberare Nietzsche dalle distorsioni Uno dei meriti principali di Kaufmann fu mostrare quanto l’immagine di Nietzsche fosse stata deformata: dalle manipolazioni editoriali della sorella, Elisabeth Förster-Nietzsche; dalle appropriazioni ideologiche nazionaliste; da traduzioni imprecise e selettive. Kaufmann restituì un Nietzsche filosofo rigoroso, psicologo sottile, critico penetrante della ...

Michel Foucault: potere, verità e nascita della società disciplinare

  Tra i pensatori più influenti del Novecento, Michel Foucault (1926–1984) ha trasformato il modo in cui comprendiamo concetti come potere, verità, normalità e soggettività. Filosofo, storico delle idee e intellettuale pubblico, ha dedicato le sue ricerche all’analisi delle istituzioni  moderne, dalla psichiatria alla medicina clinica, dal sistema carcerario alla sessualità, mostrando come ciò che consideriamo “naturale” o “ovvio” sia in realtà il risultato di precise costruzioni storiche.  Negli ultimi anni della sua vita insegnò anche presso la University of California, Berkeley , dove tenne celebri cicli di lezioni in inglese, poi pubblicati postumi: Quattro lezioni sulla verità e la soggettività (1980) Sei lezioni sul discorso e la verità (1983) Tre lezioni su “La cultura del sé” (1983) In questi corsi, Foucault approfondisce il rapporto tra individuo e verità, mostrando come il soggetto non sia un punto di partenza stabile, ma il prodotto di pratiche ...

Il linguaggio comune della scienza (1941)

  Il linguaggio comune della scienza: il messaggio attuale di Einstein Nel settembre del 1941, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, Albert Einstein registrò un discorso radiofonico per la British Association for the Advancement of Science intitolato Il linguaggio comune della scienza . Era un momento drammatico: l’Europa era devastata dal conflitto, Londra aveva da poco resistito ai bombardamenti della Luftwaffe , e Einstein, emigrato negli Stati Uniti nel 1933, non sarebbe mai più tornato in Germania. Eppure il cuore del suo intervento non fu politico, bensì profondamente umano e culturale. Linguaggio e pensiero: sono davvero inseparabili? Einstein apre con una domanda sorprendente: esiste il pensiero senza linguaggio? Non ci è forse capitato di intuire chiaramente una connessione tra “cose” prima ancora di trovare le parole per esprimerla? Con questa riflessione, distingue tra pensiero e linguaggio, ma mette subito in guardia da un errore opposto: considerarli completame...

Bouquinistes

Chi cammina lungo le rive della Senna, nel cuore di Parigi, incontra le scatole verde scuro dei bouquinistes appese ai muraglioni del fiume. Sono quasi iconiche quanto la Torre Eiffel. Più di duecento librai custodiscono in circa novecento casse centinaia di migliaia di volumi: per lo più in francese, ma anche stampe d’epoca, incisioni rare, francobolli, vecchie cartoline ingiallite dal tempo. Si estendono per tre chilometri lungo la Rive Droite e la Rive Gauche. Bisogna chiedere prima di toccare: il gesto distratto del curioso è guardato con sospetto. Qui il libro non è merce qualsiasi, ma oggetto sopravvissuto. L’origine è antica quasi quanto il Pont Neuf, che nuovo non è affatto, risalendo al 1607. Già nel XVI secolo venditori ambulanti proponevano libri vietati dall’Index librorum prohibitorum, testi sovversivi che circolavano di mano in mano lungo il fiume. Più volte cacciati, tornarono sempre, finchè nel XVII secolo i mercanti ambulanti iniziarono a piazzarsi stabilmente sul pont...

La donna è due: amore, relazione e conoscenza secondo Galimberti

Quando Umberto Galimberti,   filosofo, psicologo e saggista italiano,   afferma che “la donna è due”, non formula un’iperbole retorica, ma propone una tesi antropologica precisa : la struttura del femminile sarebbe relazionale , mentre quella maschile identitaria . “Due” non indica una somma, ma una configurazione strutturale: l’uno e l’altro. Secondo Galimberti, la donna non si costituisce come monade autonoma, bensì come soggetto la cui identità emerge nella relazione. L’uomo, al contrario, tende a concepirsi come un’unità autonoma: un soggetto separato dagli altri e simbolicamente autosufficiente. Questa differenza non viene presentata come mero prodotto culturale, ma come radicata nella corporeità . Il corpo femminile, potenzialmente generativo, sarebbe strutturalmente orientato all’accoglienza dell’altro. Anche quando non genera, il suo assetto simbolico resterebbe “aperto”, predisposto alla co-appartenenza. L’identità femminile sarebbe dunque subordinata alla relazione ....

“L'Ansa e l'Accesso” di Françoise Jullien

   L’ansa e l’accesso: come si produce il senso tra Cina e Grecia Nel suo libro L’Ansa e l’accesso. Strategie del senso in Cina, Grecia (edizione italiana a cura di Paolo Fabbri, Mimesis Edizioni, 2011), François Jullien mette in scena uno dei confronti più raffinati e produttivi del pensiero contemporaneo: quello tra la tradizione filosofica greca e il pensiero classico cinese. Il titolo è già un programma teorico. L’accesso e l’ansa: due strategie, non due civiltà contrapposte Per Jullien, l’ accesso rappresenta la via diretta: l’idea, tipicamente greca, che il pensiero debba puntare frontalmente all’essenza (ousia), definire, fondare, distinguere il vero dal falso. La filosofia nasce così come ricerca dell’essere, come costruzione di un piano di verità capace di rendere il reale intelligibile attraverso concetti stabili. L’ ansa ( traduzione del francese détou ), al contrario, designa una strategia indiretta; una modalità indiretta di articolazione del senso. È il movim...

E.T.A. Hoffmann, il grande rimosso dell’horror moderno

Quando si parla di horror moderno, alcuni nomi tornano ossessivamente, come se fossero gli unici ad aver dato forma all’incubo contemporaneo. Eppure, all’origine di molte di quelle visioni disturbanti e ambigue, c’è una figura che continua a restare ai margini: E. T. A. Hoffmann . enza di lui, molte delle storie che oggi definiamo disturbanti, visionarie o semplicemente weird probabilmente non  esisterebbero. Hoffmann è stato un vero padrino dell’inquietudine moderna , l’anello mancante tra il gotico sette-ottocentesco e l’immaginario contemporaneo. La sua ombra si stende su Edgar Allan Poe, Dickens, Hawthorne, Stevenson, Henry James; riecheggia in Frankenstein , Dracula , Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde e Il giro di vite .  Arriva fino al cinema di Tim Burton, Christopher Nolan e David Lynch, passando per l’espressionismo tedesco,  Il gabinetto del dottor Caligari , Nosferatu,   e oltre. Oggi Hoffmann viene ricordato soprattutto per due opere:...