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Venezia al tempo di Shakespeare

  Mentre Shakespeare scriveva l'Otello, Venezia era conosciuta in tutta Europa per la bellezza delle sue "donne rispettabili", la raffinatezza delle sue cortigiane e la libidine delle prostitute di bassa lega. Dal momento in cui Iago comincia a tessere la sue malvage macchinazioni,  è molto più facile per Otello credere che sua moglie possa essere infedele perché sa che la prostituzione è dilagante nella sua città natale e fa parte della cultura in cui Desdemona è cresciuta.   Venezia Saggia, giusta, ricca, bella e sfacciata, così Venezia era considerata dagli inglesi all'epoca di Shakespeare. La Serenissima era un importante  porto marittimo, un  centro mercantile internazionale  governato formalmente dal Doge ed effettivamente dal Gran Consiglio dei patrizi. La repubblica vantava una politica indipendente, leggi severe e imparziali, coesione interna, un corpo diplomatico estremamente efficiente, una flotta forte, una straordinaria ricc...

L'Otello di Shakespeare

La tragedia di Otello, il Moro di Venezia è una delle più grandi tragedie mai scritte. Lascia sconvolti e in frantumi come nessun'altra opera di Shakespeare fa. Fu scritta probabilmente nel 1604, dopo  Amleto  e prima di  Re Lear, e rappresentata alla corte di Whitehall per il re Giacomo I nel novembre 1604. L'opera apparve nel First - Quarto del 1622, nel First - Folio nel 1623 e nel Second - Quarto del 1630. La sua fonte è Disdimona e il Moro , una novella tratta da  Gli Hecatommithi del 1565 di Giovanni Battista Giraldi (comunemente conosciuto come Cinthio), a cui Shakespeare dà un valore unico, diabolico e ambiguo. L'Otello è un gioco di luce e oscurità, segreti e bugie. É un luogo dove l'inganno fiorisce, il sospetto si moltiplica, le identità sono incerte e le vere intenzioni sono ammantate di oscurità. Il dramma shakespeariano ruota intorno ai personaggi dell'astuto e vendicativo Iago, da tempo alfiere ( portabandiera,  sottoten...

F.W.Nietzsche: un uomo in bilico

Nei primi anni del Novecento, Andrej Belyj, antroposofo simbolista russo, dedicava al simbolismo di F.W. Nietzsche un libro dal titolo Il colore della parola . Suggestivo è il contenuto del testo, specialmente laddove riesce a comunicare il significato profondo della poesia simbolista, del suo faticoso farsi attraverso i momenti più salienti: travaglio interiore e gestazione, immersione totale, percezione del proprio sé, espressione di esso attraverso il simbolo assurto dall'inconscio senza mediazioni razionali o logiche, ma solo per automatismo puro. In questo senso l'arte assume quella funzione teurgica che Belyj le attribuisce e il ruolo di terapia dell'anima. Accedere alla comprensione del proprio mondo psichico è possibile solo attraverso la sofferenza della psiche, attraverso la malattia dell'anima. Quest'ultima viene spesso confusa con la malattia mentale alimentando la convinzione che coloro che si impegnano in questo lungo lavoro interiore sono folli o a un...

Radici : l'ultimo quadro di Van Gogh

Vincent Van Gogh definì la sua vita come “una discesa infinta”, e in realtà egli era un essere disgraziato e   non solo   perché portava su di sé i segni delle sue disgrazie, ma anche perché "diffondeva intorno a sé infelicità" (Giordano Bruno Guerri). Eppure ha riempito l’arte di una bellezza nuova al punto di essere considerato il padre dell’arte moderna, colui che gettò il seme della pittura espressionista e dell’astrattismo. Nato a Zundert, un villaggio rurale olandese ai confini con il Belgio, il 30 marzo 1853, Van Gogh comincia a dipingere a trent’anni e nel tempo crea uno stile personale, acceso e rivoluzionario nel disprezzo delle regole pittoriche tradizionali. I suoi campi sembrano salire verticalmente, i sentieri non sempre condurre da qualche parte, i corvi andare e venire: la natura di Van Gogh, come il colore che l’artista usa, pulsa e risucchia vivo lo spettatore che ne diviene parte.   Potenti, risoluti, eroici, nuovi, i quadri di Van Gogh sono proiezioni ...

Personaggi femminili in Shakespeare

Shakespeare ha scritto che tutto il mondo è palcoscenico, e il teatro è tra le forme d'arte quella che meglio  rappresenta il mondo. Ma quanto le donne sono rappresentate nel suo teatro? Il canone è prevalentemente maschile, nonostante Elisabetta I, sovrana dalla mente acuta e brillante che regnò in Inghilterra per gran parte della vita lavorativa di Shakespeare. Tra le creazioni femminili più importanti e ambite del Bardo c'è sicuramente Rosalinda di Come vi pare, eppure essa ha metà delle battute di Amleto. Cleopatra, la regina del Nilo che incantò Cesare e governò come una dea, è magnifica ma il suo soliloquio dopo la morte di Antonio  non si è guadagnato trattazioni accademiche come nel caso di Re Lear, Riccardo III o di altri protagonisti maschili del canone shakespeariano.  Ci sono donne temerarie in  Shakespeare, tenere, sagge, appassionate, selvagge… La gamma personaggi femminili che Shakespeare descrive non è seconda a nessuno. Tuttavia, non esiste equi...

Le "nuove " donne e la bici

Nella metà del 1880 dall’idea imprenditoriale dell’inglese John Kemp Starley, che assieme a Sutton aveva fondato nell’anno 1877 una casa costruttrice di mezzi meccanici dal nome Rover, i modelli presenti sul mercato di bicicletta vennero modificati per essere più stabili e facili da guidare. In risposta alla Penny Farthing (bicicletta in uso comune al tempo con un enorme ruota anteriore e una piccola sul retro notoriamente difficile da tenere in equilibrio e controllo, u sata soprattutto dalle donne di spettacolo) venne immessa sul mercato la Rover Safety, la bicicletta di “sicurezza” in tutto molto simile alle bici di oggi. Aveva   due ruote di dimensione uguale, un telaio a forma di diamante, pedali sotto la sella che potenziavano la ruota posteriore mediante una catena e ingranaggi, il manubrio collegato alla ruota anteriore. N ell’anno 1888   la ditta del Signor Boyd Dunlop brevettò il primo pneumatico con camera d’aria gonfiata a pressione e con involucro di tela e strisc...