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L'era del narcisismo: la “Selfie-Syndrome”

La  “Selfie-Syndrome”  è un disturbo che colpisce le persone eccessivamente preoccupate della propria immagine digitale sui socia l. L’Oxford Dictionaries Online dopo aver inserito la parola selfie nel suo vocabolario l’ha così definita: “una fotografia che viene scattata a sé stesso, in genere con uno smartphone o una webcam e che viene caricata su un social media”. Una volta venivano chiamati autoscatti oggi si chiamano selfie, ma con una sottile e non piccola differenza ossia la possibilità immediata di rappresentare e condividere l’immagine. Ormai è diventata una moda che sta contagiando praticamente tutti. E’ difficile incontrare qualcuno che non si sia mai “auto-scattato” una foto in un contesto particolare o con qualche amico per immortalare un istante unico. Così, anche sul popolare sociale network Facebook si vedono sempre più selfie. Prima si fotografava il mondo, oggi  il mondo è diventato lo sfondo sul quale fotografarsi. Ma cosa spinge la maggior...

Violenza sulla donne

Non c’è giorno che non si legga nei giornali o che si ascolti attraverso i mass media di casi di violenze sulle donne perpetrate da mariti, conviventi, compagni di scuola, padri, uomini senza un briciolo di coscienza e di rispetto verso la Donna in quanto tale. Ma ci sarà mai una spiegazione a tanta brutalità? In realtà molteplici sono state le interpretazioni sulla ricerca delle cause di tali comportamenti; interpretazioni che analizzano l'aspetto psico-culturale altri che invece considerano la situazione socio-economica. Collegando la violenza ad un fatto culturale ed educativo si può ritenere che i fautori della violenza sono spesso uomini che sono stati educati nella violenza o peggio ancora hanno assistito a vere e proprie brutalità sulle loro madri.  È stato infatti dimostrato che se un bambino o una bambina assistono a violenza sistematica da parte di un genitore verso l’altro genitore o verso un fratello o se essi stessi subiscono violenza, è più facile che poi ut...

Erri De Luca

"I nostri antenati sono andati a caccia d'immenso. Così ingrandivano la vita. Perciò l'astronomia è stata la prima scienza delle civiltà. La notte fu esplorata più del giorno perché era tanto più vasta. Il pensiero ha forzato i segreti, scippato conoscenze per allargare il campo della poca vita. Sbirciare l'infinito fa aumentare lo spazio, il respiro, la testa, di chi lo sta a osservare. (...) Fu la sterminata immensità della notte a spalancare i pensieri dei nostri antenati. Accorgersi che esiste l'infinito è già un inizio d'intesa tra la minima taglia della creatura umana e l'universo." Erri De Luca da Sulle tracce di Nives    

London Calling - The Clash-

London Calling è ritenuta una tra le più belle canzoni della musica punk-rock. Utilizzata in film come Agente 007- La morte può attendere e Billy Elliot , è stata ampiamente contestata la scelta di farne una delle canzoni d'apertura delle Olimpiadi di Londra del 2012, ma perché? Scopriamolo insieme. London Calling è l'album con cui i Clash si fecero conoscere, alla fine degli anni '70, anche negli Stati Uniti. Il titolo, London Calling,  richiama un annuncio televisivo, come se con questo, la band volesse richiamare gente dai paesi lontani; Il titolo dell'album dà anche il nome alla prima traccia, a tema apocalittico, che ritrae una Londra in ripresa da una guerra mondiale. L’album è ricco di riferimenti alla tossico-dipendenza ( Zombies of death), agli "incidenti nucleari" ma anche a una nuova possibile Era Glaciale :"Sta arrivando l'era glaciale...il sole sta precipitando I motori si fermano e il frumento avvizzisce. Un errore nucleare...ma i...

Io, killer mancato di Francesco Viviano.

La casa di mio nonno era composta da una sola stanza con il pavimento in cemento; una tenda separava la cucina da un gabinetto rudimentale. Il tappo sul water scavato nella roccia non riusciva a bloccare gli odori della fogna a cielo aperto che scorreva all'esterno. In quella casa-stanza in vicolo Arena 12 vivevamo in sette: mio nonno Francesco, mia nonna Giovanna Spanò, mia madre Enza Bruno, io, due sorelle e un fratello di mio padre. Altri tre zii dormivano dai parenti che abitavano nello stesso vicolo Inizia così il racconto della vita di Francesco Viviano dall'infanzia in un quartiere popolare, Albergheria, nel cuore della vecchia Palermo: "un quartiere abitato prevalentemente da poveracci, scippatori, rapinatori, ricettatori, ma anche da persone perbene che riuscivano a sbarcare il lunario in maniera onesta".  Per tutti nel quartiere Francesco era il figlio di Totò, la "buonanima". Di suo padre morto quando lui aveva appena un anno, Francesco sap...

Lo sguardo oltre le dune

LO SGUARDO OLTRE LE DUNE Carla Perrotti e Fabio Pasinetti Carla Perrotti milanese, sposata con un medico cineoperatore e conosciuta come la Signora dei deserti, documentarista e appassionata delle immense distese sabbiose, è la prima donna ad aver attraversato in solitaria, a piedi, un deserto per continente, pubblicando, per ogni traversata, un diario di viaggio. Fabio Pasinetti , maratoneta polisportivo, non vedente. Sposato con una non vedente, perse completamente la vista a 35 anni, a causa di un intervento non andato a buon fine. Fabio, che era già ipovedente dalla nascita, non si dà per vinto e si lancia nel mondo dello sport, affrontando varie prove, anche estreme sino ad arrivare alle maratone. Sarà la telefonata di Carla che lo convincerà ad accettare una nuova sfida, quella contro le barriere mentali dell'handicap, per portarlo a conoscere e vedere con gli occhi del cuore l'immensità e la grandiosità della natura Diario di viaggio scritto a due mani dal...