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Visualizzazione dei post corrispondenti alla ricerca shakespeare

Shakespeare e l'Italia

"Fatta eccezione per l'ossessione  del tè e dello scusarsi, nulla definisce la cultura inglese più di William Shakespeare. Ma a dire la verità, a contendere la lealtà del Bardo verso la sua terra c’era l’Italia". (Francesco da Mosto) Il fascino di Shakespeare per l'Italia è una corrente sotterranea costante del suo lavoro e la singolare preferenza che egli accorda al nostro Paese testimoniano una familiarità con la cultura italiana, i suoi usi e costumi. Delle sue 38 opere non poche sono quelle ambientate nei climi più assolati della nostra penisola.   Secondo gli anti- Stratfordiani, Shakespeare era addirittura un italiano emigrato in Inghilterra dall’assolata Sicilia.   Il suo vero nome, essi suggeriscono era Crollanza o Scrollalanza (shake-speare = scuoti lancia/ scrolla lancia). Di certo, al di là di questa fantasiosa teoria, il dato significativo è che Shakespeare è completamente integrato nella cultura italiana. Lo dimostrano le diverse traduzioni dei suoi...

William Shakespeare

Probabilmente  è lo scrittore più influente in tutta la letteratura inglese e certamente il più importante drammaturgo del Rinascimento inglese, William Shakespeare  nacque nell’aprile del  1564 nella città di Stratford-upon-Avon nel Warwickshire, in Inghilterra. Figlio di un borghese guantaio di  successo, Shakespeare frequentò la scuola di grammatica, ma la sua educazione formale procedeva oltre. Nel 1582, si sposò con una donna più anziana di lui di otto anni, Anne Hathaway, e da lei ebbe tre figli. Intorno al 1590 lasciò la sua famiglia alle spalle e si recò a Londra per lavorare come attore e drammaturgo. Il successo di pubblico e di critica fecero subito seguito, e Shakespeare divenne il drammaturgo più popolare in Inghilterra e com-proprietario del Teatro The Globe. La sua carriera raggiunse il culmine durante  i regni di Elisabetta I (governò dal 1558 al 1603) e Giacomo I (1603-1625). Ricco e rinomato, Shakespeare si r...

Shakespeare

  William Shakespeare è lo scrittore più influente in tutta la letteratura inglese e certamente il più importante drammaturgo del Rinascimento. L’effetto generale della sua opera sulla cultura mondiale è incalcolabile Commedia, tragedia, storia, melodramma, avventura, amore, fiabe: Shakespeare ha narrato ognuna di queste storie in maniera così sublime da renderle immortali. Non a caso gli scrittori continuano ad adattare le opere shakespeariane alle esigenze del mondo moderno. Ma è soprattutto nella rappresentazione degli eroi tragici che Shakespeare supera in intensità le più sublimi creazioni del teatro greco. Fu Samuel Johnson (1709-1784) fra tutti i critici di Shakespeare quello che meglio ne comprese la singolarità. Fu il primo a capire in che cosa consistesse la grandezza di Shakespeare: “Nella varietà delle persone". I personaggi shakespeariani possiedono ciascuno la propria individualità e sono, come scriveva il filosofo idealista tedesco Hegel, “liberi artefici di se stes...

Van Gogh su Shakespeare

Vincent Van Gogh (1851 -1890)  è solitamente associato ai suoi Paesi Bassi o alla Francia, il paese in cui dipinse molte delle sue opere più famose, e molto meno spesso al Regno Unito.  Vincent a rriva per la prima volta nel Regno Unito quando ha 20 anni, nel giugno 1873, per lavorare come apprendista impiegato nella filiale londinese dei mercanti d'arte Goupil & Cie.  Una fotografia scattata poco prima della sua partenza per l'Inghilterra mostra un giovane dalla faccia paffuta, ben rasato, in giacca e cravatta, ben lontana dalla versione scarna e mal curata di lui che abbiamo dagli autoritratti dipinti un decennio e mezzo dopo. Quattro anni prima di dedicarsi alla pittura e al disegno, Van Gogh t rascorre  due anni in città camminando per le sue strade, attraversando i suoi ponti, traendo ispirazione dall'ambiente circostante e  crogiolandosi di tutto ciò che Londra, che faceva affidamento sullo sviluppo industriale e allora fulcro di un vasto impero, avev...

Jo Nesbø e Macbeth

Dopo averci mostrato l'abisso in cui l'umanità può affondare nei suoi bestseller con protagonista il poliziotto Harry Hole, il più grande esportatore letterario norvegese, Jo Nesbø, racconta Macbeth. "Un thriller sulla lotta per il potere,  in un ambiente cupo, tempestoso, che permette di esplorare la mente di un paranoico", ha detto Nesbø di Macbeth. "Il personaggio principale ha il codice morale e la mente corrotta, la forza personale e la debolezza emotiva, l'ambizione e i dubbi di andare in entrambi le direzioni”. Nesbø, i cui thriller hanno venduto più di venti milioni di copie nel mondo, è l'ultimo autore scelto per firmare la serie Hogarth Shakespeare, che dal 2016 vedrà scrittori, tra cui Margaret Atwood, Jeanette Winterson e Howard Jacobson, impegnati in rivisitazioni tratte dal canone di Shakespeare. Egli è il primo autore a rivisitare  una delle tragedie di Shakespeare, con Atwood impegnata  per The Tempest, Jacobson per Il mercante di Ven...

Shakespeare's Birthday

Ogni anno si svolgono a Stratford-upon-Avon le vivaci celebrazioni della nascita del più grande drammaturgo del mondo: William Shakespeare. Le feste di compleanno sono una tradizione che risale quasi a 200 anni fa e si svolgono durante il fine settimana più vicino al compleanno di William Shakespeare. Attori, artisti, la comunità locale e ambasciatori provenienti da tutto il mondo partecipano alla commemorazione della vita e delle opere del Bardo  durante due giorni di musica, sfarzo e dramma. Il 23 Aprile 2014 segna il 450°anniversario della nascita di Shakespeare e questo fine settimana, dal 26 al 27 Aprile, Stratford-upon-Avon sarà leader a livello mondiale nel celebrare e rendere omaggio al più famoso drammaturgo e poeta della Gran Bretagna. Molte migliaia di visitatori da tutto il mondo sono attese per il weekend nella città mercato elisabettiana. Essi avranno la possibilità di seguire un vivace corteo che vedrà coinvolta l’intera comunità.  Ci saranno musica, artis...

Sogno di una notte di mezz'estate

  Nell'inverno 1595-1596, Shakespeare immaginò un’estate ideale e scrisse   Sogno di una notte di mezza estate,   forse in occasione di un matrimonio aristocratic durante il quale il dramma fu recitato la prima volta. Senza seguire una fonte primaria, com’era solito fare, Shakespeare in  Sogno  si sforza di creare un intreccio elaborato e irriverente e ci riesce perfettamente.   Sogno di una notte di mezza estate  è infatti una delle sue creazioni più strane e affascinanti, caratterizzata da una forza e originalità immaginativa travolgente. Segna un allontanamento dalle sue opere precedenti e  da altre del Rinascimento inglese. Quattro mondi si incrociano: quello di Teseo e Ippolita tratti dalla dimensione dei miti e le leggende antiche, quello degli innamorati, Ermia, Elena, Lisandro e Demetrio, quello delle fate, Titania, Oberon, Puck  che emergono dal folklore letterario e infine quello degli artigiani (il caro Bottom in cima ad ...

Ofelia e il femminile nell'Amleto di Shakespeare

Una bambina che nel XVI secolo perse l'equilibrio mentre raccoglieva fiori cadendo in uno stagno e annegando, potrebbe aver ispirato una delle più famose eroine tragiche della letteratura, Ofelia. Shakespeare aveva cinque anni all'epoca della tragedia che colpì Jane Shaxspere nel 1569 e non avrebbe scritto l' Amleto fino a quarant'anni dopo, ma gli accademici ora credono che la ragazza possa aver ispirato il destino del personaggio dell'autore. Ad affermarlo è un gruppo di ricercatori dell'università di Oxford che nel corso di uno studio approfondito sulle morti accidentali nell'Inghilterra dei Tudor si sono imbattuti in un rapporto del medico legale in cui si legge che Jane Shaxspere sarebbe annegata  all'età di due anni e mezzo nelle acque di un canale chiamato Upton myll pond a causa della raccolta di "yelowe boddles" (calendule). Il tragico destino della bambina si sarebbe compiuto a Upton Warren nella contea del Worcestershire a sole 20 mi...

ShakespeareDay: Falstaf il personaggio comico più complesso mai inventato.

  La magia di Shakespeare è quella di aver creato personaggi brillanti anche se secondari. Nell’Enrico IV, capolavoro rivoluzionario del 1596, non è il re che parla, ma uomini e donne comuni sono i veri protagonisti del dramma. Protagonisti sfacciati, eccezionali, ribelli, sobillatori che si muovono rapidamente e facilmente tra la corte di Westminster, le taverne di Eastcheap, i campi di battaglia di frontiera e le campagne del Gloucestershire e del Kent. Attraverso la storia nell’Enrico IV il drammaturgo analizza l’anima della nazione. Lo fa con una prosa che ci regala la totalità delle voci inglesi e con un realismo che gli deriva dalla vicinanza alla gente comune, dal prestare attenzione alla varietà dei loro linguaggi, dall’origliare le loro conversazioni, dal catturarne le chiacchiere. Nell’Enrico IV quel genio di Shakespeare mostra come realmente l’Inghilterra è nella sua interezza del suo tempo a ogni livello sociale. Il capobanda della ciurma scellerata di personaggi che s...

Sogno di una notte di mezz'estate

Nell'inverno 1595-1596, Shakespeare immaginò un’estate ideale e scrisse Sogno di una notte di mezza estate,   forse in occasione di un matrimonio aristocratico durante il quale il dramma fu recitato la prima volta. Senza seguire una fonte primaria, com’era solito fare, Shakespeare in Sogno si sforza di creare un intreccio elaborato e irriverente e ci riesce perfettamente.   Sogno di una notte di mezza estate  è infatti una delle sue creazioni più strane e affascinanti, caratterizzata da una forza e originalità immaginativa travolgente. Segna un allontanamento dalle sue opere precedenti e  da altre del Rinascimento inglese. Quattro mondi si incrociano: Teseo e Ippolita tratti dalla dimensione dei miti e le leggende antiche; gli innamorati, Ermia, Elena, Lisandro e Demetrio; le fate, Titania, Oberon, Puck e le quattro figure al seguito di Bottom, che emergono dal folklore letterario; gli artigiani, il caro Bottom in cima ad essi, che provengono dal mondo ro...

Malvolio

Il pomposo puritano, scortese e spietato, sarcastico e sprezzante, che ne La dodicesima notte critica anche Lady Olivia, ma nutre il suo ego indulgendo nel sogno di diventarne marito e avanzare in società, è Malvolio, uno dei ruoli più ambiti dagli attori shakespeariani. L'auto-illuso puritano, inflessibile vittima delle proprie illusioni e della crudeltà del pubblico, viene indotto con l'inganno a credere che la sua datrice di lavoro, la contessa Olivia, si sia innamorata di lui, ma finisce rinchiuso come pazzo. Intollerante alla baldoria, repressivo, offensivo con tutte le persone in casa, il poco attraente maggiordomo in abiti scuri è una figura comica e patetica. All'inizio di quella che è la commedia perfetta di Shakespeare (un complesso intreccio di trame e sotto trame) è un inaridito guastafeste incapace di godere anche dei piaceri più semplici della vita, poi si abbandona all'amore e in calze gialle tenta di corteggiare Olivia lasciando che il pubblico rida di ...

Personaggi femminili in Shakespeare

Shakespeare ha scritto che tutto il mondo è palcoscenico, e il teatro è tra le forme d'arte quella che meglio  rappresenta il mondo. Ma quanto le donne sono rappresentate nel suo teatro? Il canone è prevalentemente maschile, nonostante Elisabetta I, sovrana dalla mente acuta e brillante che regnò in Inghilterra per gran parte della vita lavorativa di Shakespeare. Tra le creazioni femminili più importanti e ambite del Bardo c'è sicuramente Rosalinda di Come vi pare, eppure essa ha metà delle battute di Amleto. Cleopatra, la regina del Nilo che incantò Cesare e governò come una dea, è magnifica ma il suo soliloquio dopo la morte di Antonio  non si è guadagnato trattazioni accademiche come nel caso di Re Lear, Riccardo III o di altri protagonisti maschili del canone shakespeariano.  Ci sono donne temerarie in  Shakespeare, tenere, sagge, appassionate, selvagge… La gamma personaggi femminili che Shakespeare descrive non è seconda a nessuno. Tuttavia, non esiste equi...

L'Otello di Shakespeare

La tragedia di Otello, il Moro di Venezia è una delle più grandi tragedie mai scritte. Lascia sconvolti e in frantumi come nessun'altra opera di Shakespeare fa. Fu scritta probabilmente nel 1604, dopo  Amleto  e prima di  Re Lear, e rappresentata alla corte di Whitehall per il re Giacomo I nel novembre 1604. L'opera apparve nel First - Quarto del 1622, nel First - Folio nel 1623 e nel Second - Quarto del 1630. La sua fonte è Disdimona e il Moro , una novella tratta da  Gli Hecatommithi del 1565 di Giovanni Battista Giraldi (comunemente conosciuto come Cinthio), a cui Shakespeare dà un valore unico, diabolico e ambiguo. L'Otello è un gioco di luce e oscurità, segreti e bugie. É un luogo dove l'inganno fiorisce, il sospetto si moltiplica, le identità sono incerte e le vere intenzioni sono ammantate di oscurità. Il dramma shakespeariano ruota intorno ai personaggi dell'astuto e vendicativo Iago, da tempo alfiere ( portabandiera,  sottoten...

Cimbelino

  Ritenuta non una delle migliori opere del Bardo, definita da George Bernard Shaw "Una spazzatura di infimo ordine melodrammatico", la tardiva tragicommedia di Shakespeare, Cimbellino, scritta nel 1609 o nel 1610, dopo Antonio e Cleopatra e Coriolano, otto anni dopo Amleto e un paio d'anni prima de La Tempesta, è un miscuglio di personaggi e situazioni già viste. Un guazzabuglio a lieto fine con bambini rapiti, una matrigna cattiva che fa concorrenza a Biancaneve, pozioni avvelenate, un cadavere senza testa, uno Iago in miniatura, una principessa che sfida il padre sposandosi contro la sua volontà, un amante esiliato, un'eroina travestita e la notevole incapacità di tutti di riconoscersi a vicenda, nonostante i leggeri travestimenti. Forse Shakespeare voleva accontentare i gusti di un pubblico che cambiava con i tempi? Forse voleva risollevare le sorti della sua compagnia teatrale (i King's Men)  e gli incassi?  Forse, giunto quasi alla fine della sua carr...

Riccardo II e la crisi d'identità

Alla National Gallery si conserva il Dittico Wilton, la pala d'altare davanti alla quale il re Riccardo II era solito pregare. Il re è tra Giovanni Battista, Edoardo il Confessore e Edmondo martire. La Vergine è tra undici angeli e sembra presentare al re, l'Unto da Dio, unico e divino padrone dell'Inghilterra, suo figlio che protendendosi ve rso il sovrano genuflesso, dimostra la sua approvazione. A questo re riccamente vestito e nominato da Dio (secondo la definizione Tudor di monarchia) Shakespeare dedica un'opera in cui il protagonista crede sinceramente nella divinità della sua regalità, crede sinceramente che la sua rovina sia opera di traditori, ed è sinceramente dispiaciuto per se stesso.  L'opera rappresenta l'epocale lotta nella storia inglese tra le due casate di Yorke e Lancaster, Riccardo II, re in carica, e suo cugino, Enrico Bolingbroke, che piano piano assume il ruolo di pretendente al trono. Molto probabilmente Shakespeare scrisse il R...

“Molto rumore per nulla”: Beatrice, Benedetto e l’arte degli inganni

  La battuta più scioccante di Molto rumore per nulla è probabilmente quella in cui Beatrice, alla domanda di Benedetto su come possa dimostrarle il suo amore, risponde senza esitazione: “Uccidi Claudio.” Una richiesta così estrema, pronunciata in un’opera spesso liquidata come commedia romantica, sorprende ancora oggi per la sua audacia. Claudio, del resto, non è un estraneo: è il giovane conte innamorato di Ero, la figlia di Leonato e cugina di Beatrice. Ma Claudio è anche un uomo facilmente manipolabile. Don Giovanni, il fratello illegittimo del principe, e il suo complice Borachio gli fanno credere, attraverso un inganno orchestrato con cura, che Ero sia stata infedele la notte prima delle nozze. Claudio non riflette, non mette in discussione, non verifica: crede e basta. E nel momento del matrimonio, davanti a tutta Messina, umilia Ero, la trascina pubblicamente nella vergogna e la chiama persino “arancia marcia”. Quando Ero sviene e viene creduta morta, Beatrice non soppor...