Etica delle macchine e responsabilità dell’uomo Quando si parla di robot e intelligenza artificiale nella letteratura del Novecento, il nome di Isaac Asimov emerge come un punto di svolta. Non solo perché ha immaginato mondi futuri popolati da androidi e tecnologie avanzate, ma perché ha introdotto, per la prima volta in modo sistematico, una riflessione etica sul rapporto tra uomo e macchina. In Asimov la fantascienza smette di essere puro racconto d’avventura e diventa uno strumento filosofico per interrogare il presente. Scrittore estremamente prolifico e scienziato di formazione, Asimov ha sempre considerato la conoscenza come un bene da condividere. Laureato in biochimica, osservava la realtà con lo sguardo di chi conosce i meccanismi della scienza ma non rinuncia a interrogarsi sulle sue conseguenze morali e sociali. È proprio in questa tensione tra sapere scientifico e responsabilità umana che nasce la sua visione dei robot. Oltre il mito del robot ribelle Prima di A...