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Visualizzazione dei post da Giugno, 2014

L' invidia

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Ogni individuo durante la propria vita vive una serie di emozioni e stati d’animo ambivalenti: amore/odio;tristezza/allegria; invidia/ammirazione. 
L’invidia, sentimento negativo, si prova nei confronti di una o più persone che posseggono qualcosa che noi non abbiamo, e si manifesta in una forma di fastidio di fronte alla felicità dell’altro.Quando tale sentimento diventa difficile da gestire subentra nella sfera del patologico. Si tende spesso a confondere l’invidia con la gelosia, ma facciamo chiarezza.  La gelosia, nasce dall'ansia o dalla paura di perdere qualcosa che appartiene già al soggetto, paura che questo qualcosa possa essere sottratto. In tal senso la gelosia può essere considerata come una conseguenza o meglio un’evoluzione elaborata del primitivo senso di invidia. Anche la gelosia cosi come l’invidia  in casi estremi, può divenire patologica e distruttiva quando con azioni specifiche e mirate si lede il soggetto invidiato o di cui si reclama un indiscusso possesso. C…

Agatha Mistery: la spada del re di Scozia

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Agatha Mistery ha 12 anni e un sogno: diventare una scrittrice di libri gialli. Suo cugino Larry è uno studente pasticcione della famosa scuola per detective Eye, la  più celebre di tutto il mondo. Ogni esame della scuola è per Larry una sfida, un'enigma da risolvere. Una telefonata  della preside della  scuola, l’agente MD38,  gli comunica il luogo della prossima missione: Aberdeen, nel castello di Dunnottar.  Il compito di Larry sarà quello di scoprire chi tra gli ospiti del castello ha rubato la famosa spada del re di Scozia durante la cerimonia tenutasi per mostrare il cimelio per la prima volta al pubblico. Se  non lo farà sarà  espulso dalla scuola. E’ la terza missione per Agatha, Larry in compagnia del nonno Godfrey, il più famoso costruttore di mongolfiere di tutta la Scozia, di  Mr Kent, ex pugile e maggiordomo dall'inappuntabile stile british, e del loro pestifero gatto siberiano con  un fiuto da segugio, Watson. 



Titolo: Agatha Mistery: la spada del re di Scozia Auto…

I libri della mia infanzia di Anika_Blue

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Fairy Oak. Scritti da Elisabetta Gnone  e editi dalla De Agostini, i libri della collana Fairy Oak coinvolgono per le atmosfere, la descrizione dei luoghi, le vicende delle protagoniste e la caratterizzazione dei personaggi. Fairy Oak è un villaggio magico e antico. Situato nella valle di VerdePiano è abitato da creature magiche ed esseri umani, ma è difficile distinguere gli uni dagli altri. Maghi, streghe e comuni cittadini abitano le sue case di pietra da tanto di quel tempo che ormai nessuno fa più caso alle stranezze. Molto belle le immagini che richiamano, a mio parere, le illustrazioni di Sarah Kay. Le ho riprodotte nel tempo in un album e colorate con tutte le tecniche che conosco. Età di lettura: da 8 anni.
Maga Martina.

Una bambina magica, un misterioso libro magico e tante avventure: questi sono gli ingredienti della collana Maga Martina scritta da Ludger Jockman, meglio noto come Knister. Scrittore di libri per bambini dal 1978, si dice che Knister sia un pò matto, diverten…

Da dove nasce il termine Psicologia?

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Il termine psicologia è stato coniato dal filosofo Filippo Melantone a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, e fu ripreso successivamente nel '700 dal filosofo Christian Wolff che colloca la psicologia come una delle quattro parti della metafisica. Il termine deriva etimologicamente dal greco psyché = spirito, e da logos = discorso, studio.La psicologia è la disciplina che analizza le interazioni tra un essere vivente e se stesso e quelle tra un essere vivente e l'ambiente in cui vive. Può essere definita anche come: «lo studio scientifico del comportamento degli individui e dei loro processi mentali.» Automaticamente viene associata a Sigmund Freud, il "padre" della psicanalisi; in realtà la ricerca della conoscenza interiore e del funzionamento della psiche umana, cioè su come e perché le persone pensano, sentono e agiscono e i quesiti sui quali si basa tutt'oggi tale disciplina, ha radici molto più lontane. Gli esordi si possono considerare animistici: la rifle…

Fёdor Dostoevskij

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Fёdor Dostoevskij, secondo di sette figli, nacque a Mosca il 1821. Suo padre era un medico militare, duro e dispotico, incline all'alcolismo e a violenti scatti d'ira. Lo indirizza alla scuola del genio militare di Pietroburgo che Fёdor frequenta malvolentieri mostrando una predisposizione per lo studio delle lingue e della letteratura. Durante l'adolescenza perde la madre da lungo tempo ammalata. A questa morte fa seguito a distanza di pochi anni quella del padre, ucciso forse dai contadini che lavorano le sue stesse terre. Furono forse questi traumi alla base delle crisi epilettiche che segneranno la vita dello scrittore e che attribuirà al principe Myshkin nell'Idiota. Portati a termine gli studi tecnici, a venticinque anni pubblica Povera gente, che ottiene un immediato successoe il Sosia, incentrato sul tema del doppio. Arrestato per l'adesione ad un circolo culturale di matrice socialista, fu condannato a morte per fucilazione, pena commutata all'ultimo…

Giulia Carcasi

«La scrittura non la puoi gestire. Ci sono sere in cui non hai nulla da raccontare, e ce ne sono altre in cui parte una storia e non puoi smettere di scrivere perché vuoi vedere come va a finire, e hai bisogno di scioglierla dentro di te. Scrivo per leggermi, perché è l’unico modo che ho per fare chiarezza dentro di me. Scrivo per me perché ho un grande bisogno di fare pulizia. Nella mia scrittura le frasi non sono agghindate, sono frasi lineari, dove c’è un aggettivo e uno soltanto. Questo bisogno di scegliere nello scrivere, è un bisogno che poi ritorna di riflesso anche nella mia vita, nel senso che, nel momento in cui riesco ad avere più lucidità per eliminare più aggettivi e più espressioni, riesco anche a fare spazio nella mia vita. Io credo che il superfluo sia difficilmente gestibile, perché è altro che devi controllare e quindi cerco di ridurre le frasi, e allo steso modo anche nella mia vita cerco di dare spazio alle cose essenziali. Per me, la scrittura è qualcosa di intimo…

I CUES

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Cosa sono i cues? 
Ogni essere umano grazie alla sua memoria ha la capacità di immagazzinare, conservare e rievocare tutte o quasi  le informazioni relative alle esperienze passate. È la memoria dunque che permette la continuità della vita interiore, facendo sopravvivere il passato, senza di essa avremmo solo la percezione del presente. La memoria quindi non è solo una funzione specifica da educare con l'esercizio, ma anche una condizione generale di tutta la struttura psichica dell'essere umano, poiché interviene in tutti i processi mentali, dalla percezione  all'attenzione, dall'apprendimento al pensiero. Paragonando il nostro il cervello ad un calcolatore elettronico o meglio ad un personal computer possiamo rievocare una serie di informazioni utilizzando metodi diversi, o servendoci dei CUES ossia motori di ricerca presenti nella materia grigia che facilitano la rievocazione e aiutano a ricordare elementi. Dunque anche noi abbiamo il nostro GOOGLE interiore!

Mi chiamo Chuck. Ho diciasette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo.

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Titolo: Mi chiamo Chuck Autore: Aaron Karo Casa editrice: Giunti Prezzo: € 10,20 (cartaceo); € 6,99 (digitale)
Il libro è di Aaron Karo. Il titolo originale è Lexapros and Cons... abbastanza corto, non trovate? Credo però che il titolo in italiano incuriosisca maggiormente il lettore, o perlomeno questo è accaduto a me. Basta leggere anche solo le prime righe del capitolo iniziale, scritto in prima persona, per rendersi conto di avere a che fare con un ragazzo abbastanza ambiguo il cui disturbo ossessivo-compulsivo lo fa sembrare strano agli occhi dei suoi genitori, di sua sorella Beth, che lo ignora persino su facebook, o dei compagni di scuola, e in parte anche del suo migliore amico Steve e della ragazza nuova che si innamorerà di lui.
 "Lo scorso anno mi sono fatto esattamente 273 pippe. Questo fa una media di 5,25 alla settimana e di 0,75 al giorno. Non lo so che cos’è che mi impressiona di più: il fatto che mi faccia così tante pippe o il fatto che ne abbia tenuto il conto per…

Amabili resti di Alice Sebold

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Titolo: Amabili resti Autore: Alice Sebold Casa editrice: E/O  Prezzo: € 18,00 (cartaceo)
Amabili resti è un libro di Alice Sebold pubblicato nel 2002. La protagonista del romanzo è Susie e sin dalle prime righe sappiamo che all'età di quattordici anni è stata uccisa. "Mi chiamavo Salmon, come il pesce. Nome di battesimo: Susie. Avevo quattordici anni quando fui uccisa, il 6 dicembre 1973." Una normale adolescente, Susie, poco amante degli ambienti rigidamente strutturati e con scarse abilità culinarie. La ragazzina ci avverte: "non crediate che tutte le persone che incontrerete in questa storia siano gente sospetta. Ecco il problema. Uno pensa di sapere, e invece non sa." Infatti se già dal primo capitolo siamo portati ad ipotizzare che ad averla uccisa sia stato il suo professore di Biologia, Susie ci riporta alla realtà rivelandoci il suo assassino: il suo vicino, l'uomo meno sospettabile di questo mondo, sostenitore dei rimedi naturali, costruttore di case…

Jo Nesbø e Macbeth

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Dopo averci mostrato l'abisso in cui l'umanità può affondare nei suoi bestseller con protagonista il poliziotto Harry Hole, il più grande esportatore letterario norvegese, Jo Nesbø, racconta Macbeth. "Un thriller sulla lotta per il potere,  in un ambiente cupo, tempestoso, che permette di esplorare la mente di un paranoico", ha detto Nesbø di Macbeth. "Il personaggio principale ha il codice morale e la mente corrotta, la forza personale e la debolezza emotiva, l'ambizione e i dubbi di andare in entrambi le direzioni”. Nesbø, i cui thriller hanno venduto più di venti milioni di copie nel mondo, è l'ultimo autore scelto per firmare la serie Hogarth Shakespeare, che dal 2016 vedrà scrittori, tra cui Margaret Atwood, Jeanette Winterson e Howard Jacobson, impegnati in rivisitazioni tratte dal canone di Shakespeare. Egli è il primo autore a rivisitare  una delle tragedie di Shakespeare, con Atwood impegnata  per The Tempest, Jacobson per Il mercante di Venezi…

Eros e Thanatos

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E’ stato il famoso psicoanalista Sigmund Freud che nel 1920  ha usato i termini di Eros e Thanatos per fare riferimento a due esigenze primarie che agiscono non solo nell'uomo ma in tutte le forme di vita. Queste sono le pulsioni di vita e di morte, che Freud chiamò rispettivamente Eros e Thanatos, utilizzando i nomi delle due divinità della mitologia greca: Eros era il Dio dell'amore, della passione, e forza cosmica che - secondo la leggenda -  presiedette alla costituzione stessa del cosmo; Thanatos dio greco della morte ma anche  fratello gemello di Hypnos, il Dio del sonno (e questo è curioso, perché c'è un'analogia, un simbolismo molto stretto tra la morte e il sonno). Eros - l'istinto di vita - è un istinto la cui caratteristica fondamentale è la tendenza alla conservazione della specie, dell'unione e dell'integrità della vita, dell'auto -realizzazione di sé. In tal caso si tratta quindi di un istinto tendenzialmente positivo che coinvolge l’aspetto…

Per sempre Stargirl di Jerry Spinelli

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Titolo: Per sempre Stargirl Autore: Jerry Spinelli Casa editrice: Mondadori
Prezzo: € 9,50
Per sempre Stargirl è l'atteso sequel di Stargirl di Jerry Spinelli, che lascia al lettore, nel primo libro, la libertà di immaginare cosa potrebbe accadere in futuro. L'autore decide di regalare ai suoi lettori un sorprendente continuo, visto che la Stargirl che conosciamo si ritrova a fare considerazioni sulla vita, sull'amore e soprattutto su quello che vuole essere.
Se il primo libro terminava con la scomparsa improvvisa di Stargirl e con Leo che dopo poco riceve per il suo compleanno una bizzarra cravatta, prova che la ragazza lo pensa ancora, il secondo libro, narrato in prima persona da Stargirl sotto forma di lettere rivolte sempre al suo "(ex?) ragazzo?", inizia proprio con la ragazza delle stelle che ormai trasferitasi in un paesino della Pennsylvania scrive a Leo.





"1° Gennaio Caro Leo, adoro gli inizi. Se toccasse a me organizzare i calendari, sarebbe sempre il …

Platone e i poeti

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Fuori di senno, è il poeta: i suoi versi scaturiscono da una privazione  della sua facoltà intellettiva. Egli è fuori di sé perché il dio lo invade, lo possiede e lo spinge oltre i confini della sua soggettività, oltre i confini dell’io cosciente. L'invasione del dio è la ragione per cui i poeti compongono i loro versi, e i rapsodi li recitano al pubblico: un’indefinita e imprevedibile forza divina che irrompe svelandosi come unica autrice. Il dio è il vero artista che usa il poeta e il rapsodo come umani strumenti: il dio si serve di loro, suoi interpreti “entusiasti” ed inconsapevoli, esseri “leggeri, sacri ed alati” che come api attingono presso il boschetto delle Muse le parole del dio, miele divino e seducente, e poi volano di fiore in fiore addolcendo le anime dei greci. Impietoso è l'esame che Socrate fa nello Ione di Platone a proposito dei poeti, interpreti degli dei presso di noi, depositari della tradizione, e dei rapsodi (interpreti degli interpreti) che  si aggirav…