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Visualizzazione dei post con l'etichetta Uno sguardo alla storia

Artù e le nebbie di Avalon

  Excalibur e il ciclo arturiano: storia, mito e leggenda di una spada senza tempo Tra le nebbie della Britannia, dove la storia si confonde con il mito, nasce una delle leggende più durature dell’immaginario occidentale: quella di re Artù e della sua spada, Excalibur . Un racconto che attraversa secoli, lingue e culture, trasformandosi continuamente senza mai perdere il suo nucleo simbolico: il potere legittimo, la giustizia, il sacrificio. La Materia di Bretagna: quando il mito diventa letteratura Nel XII secolo il poeta francese Jean Bodel distingue tre grandi filoni narrativi del suo tempo: la materia di Roma, quella di Francia e la materia di Bretagna . È in quest’ultima che prende forma il ciclo arturiano: un insieme di racconti nati dall’intreccio di tradizioni celtiche, folklore britannico e rielaborazioni letterarie medievali.  Al centro di questo universo narrativo troviamo Artù Pendragon , sovrano ideale e guerriero, circondato dai Cavalieri della Tavola Rotond...

Jane Austen: dalle campagne dell’Hampshire al mito letterario.

Nella canonica di Steventon, una bambina scrive con fervore, china su fogli che riempie con personaggi, pettegolezzi, piccole passioni e grandi osservazioni sul mondo che la circonda. È qui che Jane Austen, nata nel 1775, inizia a porre le prime pietre del suo universo letterario. La campagna dell’Hampshire, con la sua società rurale fatta di balli di campagna, visite ai vicini, lunghe passeggiate e mille convenzioni sociali, è il terreno fertilissimo in cui si forma il suo occhio critico. In questo scenario bucolico nascono le prime versioni di Pride and Prejudice , Sense and Sensibility e Northanger Abbey . Tutto ciò che Austen osserva (le dinamiche familiari, le ambizioni matrimoniali, la sottile comicità dei rapporti sociali) diventa materia narrativa. Lei ascolta, annota, guarda. E poi scrive, trasformando la vita quotidiana in letteratura. Bath: la città che non voleva, ma che lasciò un’impronta indelebile Nel 1801 gli Austen si trasferiscono a Bath. Per Jane è uno shock: la ...

Che cosa significa davvero avere coscienza di classe

  In un’epoca in cui la parola “classe” sembra appartenere più ai manuali di storia che alla vita quotidiana, riflettere sulla coscienza di classe può apparire anacronistico. Eppure, dietro questa espressione si nasconde una forma di percezione collettiva che parla direttamente alla nostra esperienza contemporanea: la solitudine competitiva, la frammentazione sociale, l’incapacità di immaginare alternative. Tornare a Marx ed Engels, ma anche a voci letterarie come Meridel Le Sueur, significa riscoprire un modo diverso di guardare alle relazioni umane: non come incontri tra individui isolati, ma come momenti di un unico respiro comune. La coscienza di classe, prima che teoria politica, è una sensibilità: un sentire condiviso che permette di riconoscersi, comprendere e agire insieme.  Coscienza di classe: riconoscersi, comprendere, agire Se ci poniamo la domanda “Cos’è la coscienza di classe?” , possiamo partire da ciò che Marx ed Engels scrivono in Ideologia tedesca : la lingu...

Le figlie di Prometeo: Mary Wollstonecraft e Mary Shelley, due vite contro il destino

  Le figlie di  Prometeo : Mary Wollstonecraft e Mary Shelley, due vite contro il destino C’è qualcosa di profondamente contemporaneo nel fascino che continua a circondare Mary Shelley e sua madre, Mary Wollstonecraft.  Due donne, due epoche, un filo rosso: l’idea che la libertà femminile nasca solo nel momento in cui si osa sfidare l’ordine stabilito, che sia quello della società, della scienza o di Dio stesso. La madre: Mary Wollstonecraft, la “iena in sottoveste” Quando nel 1792 Mary Wollstonecraft pubblica A Vindication of the Rights of Woman, la società inglese la etichetta come un mostro. Horace Walpole la definisce con disprezzo “una iena in sottoveste”, mentre altri la considerano una donna “innaturale”, colpevole di pensare troppo e di amare male. Eppure, nel suo manifesto, Wollstonecraft chiede qualcosa di semplice e rivoluzionario: che le donne vengano trattate come esseri razionali, capaci di educarsi e di partecipare alla costruzione del ...

Simone Weil: un cuore capace di battere per il mondo degli oppressi e degli sfruttati.

Lavoratori oberati di lavoro e sottopagati: per comprendere la difficile situazione della classe operaia, la filosofa francese Simone Adolphine Weil nella prima metà del XX secolo, in una Europa devastata dalla guerra, varca i confini dei suoi ideali, rinuncia alla sua vita da privilegiata per lavorare in fabbrica perché vuole sperimentare fino in fondo cosa significhi essere povero e sfruttato.  Nata a Parigi nel 1909 in una famiglia ebrea laica e colta dell'alta borghesia, Simone cresce in un ambiente protetto, distinguendosi al Lycée Henri IV e all'École normale supérieure, dove studia filosofia. Il suo interesse per la filosofia politica la conduce a Karl Marx e alla teoria marxista, ma non si accontenta degli ideali "da salotto" della sinistra. Simone entra in contatto con la realtà e sperimenta in prima persona cosa significhi restrizione della libertà di parola, disparità di reddito, alienazione del soggetto moderno e altro ancora.  Rinuncia alla sua vita privi...

Kierkegaard e il valore dell'esistenza

Nel numero 285 del giornale danese Il Corsaro pubblicato il 6 marzo del 1846, una caricatura satirica mostra Søren Kierkegaard (1813 - 1855), in quel periodo all'apice della sua popolarità locale,  al centro di un universo composto di stelle, oggetti di uso quotidiano, animali, persone, strutture importanti di Copenaghen e lo stesso sole. Questa caricatura è accompagnata da una didascalia salace che recita: "Ci sono momenti in cui le idee si confondono e si pensa che Nicola Copernico fosse uno sciocco quando sosteneva che la terra girasse intorno al sole. Al contrario, i cieli, il sole, i pianeti, la terra, l'Europa e Copenaghen ruotano attorno a Søren Kierkegaard, che sta in silenzio al centro e non si toglie nemmeno il cappello per l'onore che gli viene mostrato". Prima di questi eventi Il Corsaro non ha mai raffigurato spregevolmente Kierkegaard nelle sue pagine, anzi ha elogiato molte opere di Kierkegaard pubblicate con gli pseudonimi di  Victor Eremita e  Hil...

Eratostene e la misura del diametro della Terra

Nel 500 a. C. Pitagora aveva avanzato l'idea che la Terra fosse sferica più sulla base di motivi estetici che di prove fisiche, convinto come molti greci dell'epoca che la sfera fosse la forma perfetta e come tale si adattava meglio a descrivere l'eccellenza del mondo.  Forse il primo a proporre la sfericità della Terra sulla base di prove fisiche fu Aristotele che elencò diversi argomenti a sostegno di questa teoria, tra cui quella secondo cui la Terra proiettava un'ombra sferica sulla Luna durante una eclissi lunare e pertanto non poteva che essere rotonda. Nel 240 a. C. un matematico greco di nome Eratostene, con una buona approssimazione, calcolò la misura della sua circonferenza. Eratostene osservò un pozzo nella città egizia di Syene (l'attuale Assuan) sul fiume Nilo, nel solstizio d'estate (tra il 20 e il 22 giugno) a mezzogiorno, e vide che i raggi del sole illuminavano solo l'acqua sul fondo e non i lati del pozzo come negli altri giorni. Questo per...

Socrate

Nella società odierna, con   Internet e i nostri telefoni sempre in tasca, in un sovraccarico di dati e notizie a portata di mano, siamo meno aperti a opinioni diverse, meno perspicaci, meno inclini a scavare più a fondo nelle informazioni trasmesse  e ricevute, e spesso scambiamo la verità con la popolarità. Eppure, per  ampliare il nostro apprezzamento del mondo, dobbiamo accettare la natura incompleta della nostra conoscenza, mettere in discussione la nostra prospettiva e adottare punti di vista alternativi.  Usando la sua abilità nell'arte dell'argomentare, Socrate  evidenziava i limiti, le inadeguatezze e le contraddizioni nella prospettiva di una particolare persona. Ma la sua persistente indagine sull'essenza delle cose, la sua ricerca della conoscenza, l'insistenza sul coinvolgimento dialettico, l' irriverenza per le pratiche tradizionali ateniesi furono la causa della sua morte.  Se Atene avesse avuto la nostra tecnologia, sicuramente Socrate sareb...

Platone

Platone nacque nel 428-427 aC, ad Atene, in un'epoca in cui la democrazia ateniese era già ben sviluppata. Apparteneva a una famiglia benestante e aristocratica, pertanto seguì il consueto curriculum di studi per i membri dell'aristocrazia ateniese: grammatica, logica, retorica, aritmetica, geometria, musica, astronomia, ginnastica, giochi. Fondò una sua scuola, l'Accademia, che può essere considerata la prima università del mondo occidentale. L'Accademia fiorì per oltre 400 anni e che attirò studenti da tutta la Grecia, compreso Aristotele.  La posizione di Platone come padre della filosofia occidentale è incontrastata. Il filosofo e matematico britannico Alfred North Whitehead definì la filosofia europea "una serie di note a Platone", mentre il filosofo idealista Hegel affermò che Platone aveva costituito "un'epoca nella storia filosofica". Anche se non fu il primo a confrontarsi con domande chiave come "di che cosa è fatto il mondo?"...

Venezia al tempo di Shakespeare

  Mentre Shakespeare scriveva l'Otello, Venezia era conosciuta in tutta Europa per la bellezza delle sue "donne rispettabili", la raffinatezza delle sue cortigiane e la libidine delle prostitute di bassa lega. Dal momento in cui Iago comincia a tessere la sue malvage macchinazioni,  è molto più facile per Otello credere che sua moglie possa essere infedele perché sa che la prostituzione è dilagante nella sua città natale e fa parte della cultura in cui Desdemona è cresciuta.   Venezia Saggia, giusta, ricca, bella e sfacciata, così Venezia era considerata dagli inglesi all'epoca di Shakespeare. La Serenissima era un importante  porto marittimo, un  centro mercantile internazionale  governato formalmente dal Doge ed effettivamente dal Gran Consiglio dei patrizi. La repubblica vantava una politica indipendente, leggi severe e imparziali, coesione interna, un corpo diplomatico estremamente efficiente, una flotta forte, una straordinaria ricc...

Le "nuove " donne e la bici

Nella metà del 1880 dall’idea imprenditoriale dell’inglese John Kemp Starley, che assieme a Sutton aveva fondato nell’anno 1877 una casa costruttrice di mezzi meccanici dal nome Rover, i modelli presenti sul mercato di bicicletta vennero modificati per essere più stabili e facili da guidare. In risposta alla Penny Farthing (bicicletta in uso comune al tempo con un enorme ruota anteriore e una piccola sul retro notoriamente difficile da tenere in equilibrio e controllo, u sata soprattutto dalle donne di spettacolo) venne immessa sul mercato la Rover Safety, la bicicletta di “sicurezza” in tutto molto simile alle bici di oggi. Aveva   due ruote di dimensione uguale, un telaio a forma di diamante, pedali sotto la sella che potenziavano la ruota posteriore mediante una catena e ingranaggi, il manubrio collegato alla ruota anteriore. N ell’anno 1888   la ditta del Signor Boyd Dunlop brevettò il primo pneumatico con camera d’aria gonfiata a pressione e con involucro di tela e strisc...

Bacha Posh

Come si legge ne " Le ragazze segrete di Kabul " di Jenny Nordberg, la storia occidentale e quella orientale recano tracce, in quasi ogni epoca, di donne che hanno vestito abiti maschili. Zenobia era una una regina siriana del III secolo cresciuta come un ragazzo e che continuò a combattere l'impero romano a cavallo. Nello stesso periodo in Cina, si diffuse la leggenda di Hua Mulan che prese il posto di suo padre in battaglia, con indosso i suoi vestiti. Giovanna d'Arco adottò nel XIV secolo l'aspetto di un soldato di sesso maschile nella guerra della Francia contro la Chiesa cattolica inglese. Studi e ricerche mostrano l’esistenza nel medioevo di testi religiosi e perfino la Summa Theologica di Tommaso d'Aquino che autorizzavano le donne a vestire abiti maschili in particolari necessità. Gli storici hanno documentato l’esistenza in Europa di più di un centinaio di donne che tra i secoli XVI e XIX, quando gli esami medici non erano obbligatori...

Etty Hillesum

Rompendo un silenzio durato decenni, i diari e le lettere di Etty Hillesum, giovane ebrea olandese,  raccontano di passioni erotiche, spirituali, intellettuali che convergono, nel buio della Seconda Guerra Mondiale, in una celebrazione della vita, in una chiara filosofia di amore verso Dio e l'umanità. Etty (Esther) Hillesum nasce in Olanda da una famiglia ebrea "liberale", cioè non praticante. Ad Amsterdam si laurea in legge e comincia a studiare lingue slave e a dare lezioni di russo, lingua di sua madre. Nel 1941, mentre vive ad Amsterdam, all'età di 27 anni, per mettere ordine nel proprio   caos  interiore, inizia a tenere un diario, una pratica che  continua fino alla fine della sua vita.  Contemporaneamente si rivolge a Julius Spier, allievo di Jung e  fondatore della psicochirologia, scienza che studia la persona analizzandone le mani. Nel luglio 2942 l'Olanda è interamente occupata dai nazisti, sono in vigore le leggi razziali e gli  inizia...

La strage di Piazza Fontana

La strage di Piazza Fontana, le vicende che ne seguirono, la reticenza delle istituzioni a dare un nome ai veri i colpevoli a favore di una cortina fumogena sulle responsabilità a più alto livello, segnarono una brutta pagina della nostra storia, oscura come in quegli anni oscura era la democrazia. Nell’800 l’antropologo criminale Cesare Lombroso si occupò degli anarchici raggruppandoli nella categoria dei criminali nati , disadattati, pazzi e mattoidi, la cui natura criminale era dimostrata dalle fattezze fisiche: zoppi, gobbi e asimmetrici.  Le affermazioni pregiudiziali di Lombroso trovavano giustificazione nell’allarme sociale di fine ‘800, nell’ondata di omicidi per mano di anarchici come quello del Re d’Italia Umberto I nel 1897.  Nel 1969 questo allarme non c’era eppure per la strage nella Banca dell’Agricoltura di Piazza Fontana del 12 dicembre vennero fermati nella questura di Milano esponenti della galassia anarchica che ruotavano intorno a gruppi ...