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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Heidegger dopo la “morte di Dio”: l’esistenza come ultimo fondamento

  Heidegger dopo la “morte di Dio”: l’esistenza come ultimo fondamento Con la celebre dichiarazione nietzscheana della “morte di Dio”, la filosofia occidentale perde il suo fondamento metafisico più solido. Se Dio non garantisce più il senso del mondo, dei valori e della verità, che cosa resta a sostenere l’esperienza umana?  Secondo Martin Heidegger, ciò che rimane come ultimo punto fermo non è un principio astratto né un nuovo assoluto, ma qualcosa di più immediato e al tempo stesso più enigmatico: l’esistenza. Anche se ogni fondamento tradizionale viene meno, resta almeno una certezza minimale ma decisiva: qualcosa esiste.  Ma che cosa significa esistere? E che tipo di essere è quello umano? A queste domande Heidegger dedica Essere e tempo (1927), una delle opere più complesse e decisive della filosofia del Novecento, nonché uno dei tentativi più radicali di ripensare la questione dell’essere.   La differenza ontologica: essere ed ente Il punto di partenza d...