Passa ai contenuti principali

Leggere bene libri su prescrizione può contribuire a migliorare la salute mentale: dall'Inghilterra il progetto Books on prescription.

La lettura può avere benefici terapeutici su ansia e depressione: questa è l’idea di base del progetto Books on Prescription avviato in Inghilterra, come evidenziato in una notizia apparsa sullo Yorkshire Evening Post.
Da quanto si legge nell'articolo è evidente che, sulla base di studi condotti a riguardo, la lettura da sola o in concomitanza con alte forme di trattamento, può rappresentare una forma d’aiuto per persone affette da patologie come ansia, depressione, disturbi alimentari, sindrome da fatica cronica, attacchi di panico...
Consigliati sulla base di una prescrizione medica da specialisti della salute mentale, i libri di auto-aiuto  rappresentano un valido supporto al  miglioramento delle condizioni generali dell’individuo. Romanzi, poesie, ma anche libri specifici per aiutare a comprendere patologie come la depressione o il dolore cronico, possono aiutare il malato a capire e gestire la propria condizione nonché  ad offrire un ulteriore supporto alla terapia medica. Attraverso una valida collaborazione tra la Reading Agency e la Society of Chief Librarians, le biblioteche di tutta l’Inghilterra, oltre ad incoraggiare gli utenti a partecipare a gruppi di lettura, avranno un catalogo di 30 titoli di auto-aiuto. Il progetto vuole tra l’altro evidenziare la rilevanza sociale delle biblioteche; sottolineare come nella vita, letture e biblioteche possono fare la differenza significa  riconoscere a librerie e biblioteche ruoli poliedrici e nello specifico contribuire a stimolare nuovi e potenti partner ad investire nelle biblioteche pubbliche, a rivalutarle come luoghi in grado di contribuire alla prevenzione, dal basso, dei problemi sociali. 

Commenti

Post popolari

L'infanzia nel medioevo e nell'età moderna

Tra gli avvenimenti più significativi dell'età moderna, l'invenzione della stampa, le rivoluzioni politiche, l'ascesa della borghesia, la rivoluzione scientifica, c'è la scoperta dell'infanzia. Philippe Ariès, storico francese in un suo libro pubblicato nel 1960, ha sostenuto che l'infanzia nasce con l'età moderna. L'infanzia nelle classi agiate comincia ad essere considerata con il Rinascimento e si afferma nel XVII secolo. Nei dipinti medioevali, per esempio, i bambini erano ritratti come piccoli adulti,  con gli stessi abiti e persino lo stesso volto. Non erano mai raffigurati da soli segno che la loro individualità non è contemplata. Nella festa selvaggia di Brueghell i bambini mangiano e bevono in mezzo a uomini e donne che si rincorrono senza controllo. É solo in età moderna  che compaiono i primi ritratti di bambini, da soli o in gruppo e con sembianze infantili, mentre giocano fra loro. Dunque nel medioevo l'infanzia era sostanzialmente ign...

La filosofia è necessaria: il metodo zetetico.

L’insegnamento della filosofia, soprattutto nella scuola, si colloca da sempre in un equilibrio delicato tra trasmissione di contenuti storico-dottrinali e formazione di un’autentica capacità di pensare. Nella tradizione pedagogica moderna, Immanuel Kant ha formulato un principio che è diventato un riferimento imprescindibile: “la filosofia non si può insegnare; si può solo insegnare a filosofare” . Questa affermazione, apparentemente paradossale, racchiude un’idea decisiva: la filosofia non è un insieme di nozioni da memorizzare, ma un’attività, un esercizio continuo dello spirito critico. Secondo il detto kantiano per cui "la filosofia non si può insegnare: si può solo insegnare a filosofare", la filosofia deve avviare l'allievo all'esercizio delle capacità razionali partendo dall'esperienza quotidiana, dall'analisi dei problemi che nascono dalla vita, dal rapporto quotidiano con il mondo, e interpretarli come questioni più generali. Una interrogazione con...

Romeo e Giulietta : quando l'amore incrocia l'ombra della morte.

Romeo e Giulietta è, insieme all'Amleto, la più rappresentata delle tragedie shakespeariane, e probabilmente la prima a essere rappresentata fuori dai confini del Regno Unito, nel 1604 in una città della Baviera (Germania). Il Globe, vero teatro shakespeariano, sarebbe stato costruito  nel 1599  e la compagnia di fiducia del Bardo, la Lord Chamberlain’s Men (servi del Lord Ciambellano), mise in scena la tragedia (1597) con probabilità al The Curtain, teatro londinese a quel tempo molto in voga nel sobborgo di Shoreditch, una zona anarchica, selvaggia, ma anche incredibilmente gioiosa. All’epoca gli spettacoli erano annunciati da una didascalia posta all’ingresso del teatro accompagnata da uno stendardo: nero per le tragedie, bianco per le commedie e rosso per le rappresentazioni storiche.  La trama di Romeo e Giulietta non era una novità  perché  l’autore si era ispirato a The tragical history of Romeus and Juliet  di Arthur Brooke del 1562. Gli attori...