Secondo alcune leggende, il mare è la dimora di tutto ciò
che abbiamo perduto, di quello che non abbiamo avuto, dei desideri infranti,
dei dolori, delle lacrime che abbiamo versato.
Ciò che oggi consideriamo naturale, proteggere, educare, ascoltare i bambini, è in realtà una conquista storica. Tra gli avvenimenti più significativi dell'età moderna, l'invenzione della stampa, le rivoluzioni politiche, l'ascesa della borghesia, la rivoluzione scientifica, c'è la "scoperta" dell'infanzia. Philippe Ariès, storico francese in un suo libro pubblicato nel 1960, cioè L'enfant et la vie familiale sous l'Ancien Régime, ha sostenuto che l'infanzia nasce con l'età moderna. Una tesi che ha aperto un vasto dibattito storiografico. Secondo Ariès, l'infanzia nelle classi agiate comincia ad essere considerata con il Rinascimento e si afferma nel XVII secolo. Nei dipinti medioevali, per esempio, i bambini erano ritratti come piccoli adulti, con gli stessi abiti e persino lo stesso volto. Non erano mai raffigurati da soli segno che la loro individualità non è contemplata. Nella festa selvaggia di Brueghell i bambini mangiano e ...
mio padre , che e' un uomo di mare, dice sempre che il mare prende e decide lui quando e cosa restituire. noi saremmo pronti a ricevere lacrime e sogni infranti? no meglio di no! dolci pensieri e rosee speranze: quelle si!... e se poi ci vuol dare qualche tesoro di anticho pirati ancora meglio!!!
RispondiEliminaoriana