I Templari



"Non nobis Domini, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam" 
(Non per noi Signore, non per noi, ma per il Tuo nome dai la gloria).

Descritti come bruti depravati nel romanzo Ivanhoe di Walter Scott,  presentati come casti guardiani del Santo Graal nel Parsifal di Wagner, chi erano davvero i Templari?
Nell'immaginario collettivo del XX secolo si sono imposti come il prototipo di quei cavalieri teutonici che, alla fine degli anni '30, furono il modello storico delle SS di Himmler. Ma i Templari furono davvero dei fanatici brutali che imponevano, nell'epoca delle Crociate, l'ideologia allora dominante a furor di spada? Su di loro molto è stato ipotizzato; si è scritto che fossero una setta di iniziati, una società segreta che, con l'approvazione della Chiesa di Roma, proteggesse attraverso i secoli i discendenti nati dalla presunta unione tra Gesù e Maria Maddalena, che fossero i custodi di sacre reliquie (la testa imbalsamata del Cristo e il sudario), che possedessero un inestimabile tesoro che ancora in molti cercano. Tra queste suggestive ipotesi, una cosa è certa: l'ordine de I Cavalieri del Tempio è stato, tra quelli fioriti durante le crociate, il più controverso.



Nato a Gerusalemme nel decennio immediatamente successivo alla conclusione della Prima Crociata (1097-1099) per iniziativa dei nobili franchi Ugo di Payns e Goffredo di Saint-Omer, L'Ordine del Tempio era un'istituzione religioso-militare. Votarsi alla difesa dei pellegrini che percorrevano le rotte dei luoghi sacri intorno a Gerusalemme e collaborare alla difesa dei territori conquistati dai Crociati in Terra Santa: questi gli obiettivi. I membri reclutati tra i connazionali, fecero voto di castità, povertà e obbedienza davanti al patriarca della Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme e si chiamarono "I Poveri Cavalieri di Cristo". Per assicurare loro un'entrata regolare, il patriarca e il re Baldovino II, terzo re di Gerusalemme, gli donarono numerosi benefici. Il re gli concesse inoltre una sede, un'ala del palazzo reale ricavato dalla moschea Al-Aqsa, quell'ala che i Crociati chiamavano Templum Salomonis, il Tempio di Salomone. Da questa ubicazione sarebbero derivati all'ordine diversi appellativi come: Cavalieri del Tempio di Salomone, Cavalieri del Tempio, Templari o semplicemente il Tempio. Difendere i pellegrini da briganti e violentatori, ma anche osservare povertà e castità come i monaci. Il Concilio di Troyes (1128), confermò i Templari nel duplice ruolo di monaci-guerrieri. L'ordine ricevette diverse donazioni, ma soprattutto poté contare sulla protezione di una delle personalità più autorevoli in seno alla religiosità del tempo, Bernardo di Chiaravalle. Nella mente di Bernardo non c'erano dubbi che la Terra Santa fosse territorio di Cristo ingiustamente occupato dai Saraceni, pertanto non c'era contraddizione nell'uso della violenza per cacciare i nemici della Croce di Cristo. Parallelamente in Europa, l'Ordine del Tempio si avviava sempre più verso l'immagine di una corporazione multinazionale. Procuratori, siniscalchi, maestri provinciali: le documentazioni in mano agli storici parlano di titoli e funzioni che dimostrano il crescente potere economico acquisito dai monaci-guerrieri. Le donazioni che i nobili devolvevano all'ordine potevano consistere anche in appezzamenti estesi di terre, diritti a tenere mercati, concessioni alla macina, esenzioni, tasse portuali, fortezze. In breve i Templari divennero potenti, e numerosi furono i sovrani in occidente che a loro si rivolgevano per ottenere finanziamenti e aiuti militari. A loro si rivolse Alfonso D'aragona per ottenere il sostegno militare necessario a combattere i mori che si erano impossessati della penisola iberica. Quando l'Ordine crebbe in potere e ricchezza offrì una forma di carriera simile a quella ecclesiastica a giovani e meno giovani che sempre più numerosi ne entravano a far parte. Le ragioni per cui molti sceglievano di entrare nell'ordine erano tante: amori non corrisposti, come suggerito dalle ballate, ambizione, l'attrattiva verso la Terra Santa, la possibilità di viaggi e avanzamenti di carriera ma anche la possibilità di riparare alle scomuniche o di espiare peccati gravi come l'omicidio. Vi era poi il richiamo costituito dal cameratismo maschile che si crea nelle situazioni di pericolo. Le loro ultime prove di valore, non impedirono tuttavia la disfatta cristiana in Terra Santa. Dopo Acri, i Templari divennero il capo espiatorio su cui scaricare le responsabilità della sconfitta...
Molti sono i testi dedicati alle vicende dei Cavalieri del Tempio. Una ricca ed esuberante bibliografia, in cui si fondano realtà storica e leggenda, testimonia il fascino che la storia dei Templari, il suo tragico epilogo e le leggende, intorno ad essa fiorite, esercitano ancora oggi a distanza di settecento anni.
Di Simonetta Cerrini, autorevole studiosa della storia dell'ordine, segnaliamo L'apocalisse dei Templari edito da Mondadori e in edicola da settembre 2012.



Titolo: L'apocalisse dei templari
Autore: Simonetta Cerrini
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: € 19,00 (cartaceo); € 9,99 (digitale)


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