In ogni civiltà è presente la concezione della fine e
dell’inizio di un periodo temporale.I rituali in attesa dell’anno nuovo
ripetono il passaggio dal caos alla creazione. Presso i Babilonesi,circa 4000
anni fa, per esempio l’Akitu, celebrava il dio Marduk che combatte il mostro
Tiamat e crea il cosmo, ossia l’ordine. L’Akitu comprende elementi drammatici
per l’abolizione del tempo passato, la restaurazione del caos e la ripetizione
dell'origine dell'universo. In questo periodo un nuovo re veniva eletto o veniva
rinnovato il mandato divino del sovrano in carica.
Ciò che oggi consideriamo naturale, proteggere, educare, ascoltare i bambini, è in realtà una conquista storica. Tra gli avvenimenti più significativi dell'età moderna, l'invenzione della stampa, le rivoluzioni politiche, l'ascesa della borghesia, la rivoluzione scientifica, c'è la "scoperta" dell'infanzia. Philippe Ariès, storico francese in un suo libro pubblicato nel 1960, cioè L'enfant et la vie familiale sous l'Ancien Régime, ha sostenuto che l'infanzia nasce con l'età moderna. Una tesi che ha aperto un vasto dibattito storiografico. Secondo Ariès, l'infanzia nelle classi agiate comincia ad essere considerata con il Rinascimento e si afferma nel XVII secolo. Nei dipinti medioevali, per esempio, i bambini erano ritratti come piccoli adulti, con gli stessi abiti e persino lo stesso volto. Non erano mai raffigurati da soli segno che la loro individualità non è contemplata. Nella festa selvaggia di Brueghell i bambini mangiano e ...
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