Passa ai contenuti principali

Le parole del nostro destino di Beatriz Williams.

Il vero amore supera tutti gli ostacoli, anche quelli insormontabili

Amiens , Francia ,1916: il capitano Julian Ashford , ufficiale britannico sul fronte occidentale delle Nazioni Unite , attende nella piazza principale del paese dove vive Kate, una giovane e bella americana. Anche se è la prima volta che Julian la vede, Kate ha per lui delle informazioni riservate riguardanti la sua prossima missione .
New York, 2007. Una giovane analista di Wall Street, Kate Wilson, dedica tutto la sua energia a sopravvivere nel mondo frenetico della competizione e della finanza. Tuttavia, quando un miliardario britannico, l’imprenditore Julian Laurence si innamora di lei e le chiede di andare a vivere con lui nella sua villa sulla costa del New England, lei non riesce a evitare di cedere al  fascino e al magnetismo di lui, e accetta senza esitare. Ma Julian è davvero l’uomo dei suoi sogni? Come è potuto accadere che lui si innamorasse di lei in modo così veloce e profondo? Quello che Kate però non sa è che Julian nasconde un segreto, che Julian forse aspettava proprio lei, la donna che emerge dalle ombra della prima guerra mondiale, per salvarle la  vita.

Titolo: Le parole del nostro destino
Autore: Beatriz Williams
Casa editrice: TEA
Prezzo: € 6,90




Commenti

Post popolari

L'infanzia nel medioevo e nell'età moderna

Tra gli avvenimenti più significativi dell'età moderna, l'invenzione della stampa, le rivoluzioni politiche, l'ascesa della borghesia, la rivoluzione scientifica, c'è la scoperta dell'infanzia. Philippe Ariès, storico francese in un suo libro pubblicato nel 1960, ha sostenuto che l'infanzia nasce con l'età moderna. L'infanzia nelle classi agiate comincia ad essere considerata con il Rinascimento e si afferma nel XVII secolo. Nei dipinti medioevali, per esempio, i bambini erano ritratti come piccoli adulti,  con gli stessi abiti e persino lo stesso volto. Non erano mai raffigurati da soli segno che la loro individualità non è contemplata. Nella festa selvaggia di Brueghell i bambini mangiano e bevono in mezzo a uomini e donne che si rincorrono senza controllo. É solo in età moderna  che compaiono i primi ritratti di bambini, da soli o in gruppo e con sembianze infantili, mentre giocano fra loro. Dunque nel medioevo l'infanzia era sostanzialmente ign...

La filosofia è necessaria: il metodo zetetico.

L’insegnamento della filosofia, soprattutto nella scuola, si colloca da sempre in un equilibrio delicato tra trasmissione di contenuti storico-dottrinali e formazione di un’autentica capacità di pensare. Nella tradizione pedagogica moderna, Immanuel Kant ha formulato un principio che è diventato un riferimento imprescindibile: “la filosofia non si può insegnare; si può solo insegnare a filosofare” . Questa affermazione, apparentemente paradossale, racchiude un’idea decisiva: la filosofia non è un insieme di nozioni da memorizzare, ma un’attività, un esercizio continuo dello spirito critico. Secondo il detto kantiano per cui "la filosofia non si può insegnare: si può solo insegnare a filosofare", la filosofia deve avviare l'allievo all'esercizio delle capacità razionali partendo dall'esperienza quotidiana, dall'analisi dei problemi che nascono dalla vita, dal rapporto quotidiano con il mondo, e interpretarli come questioni più generali. Una interrogazione con...

Romeo e Giulietta : quando l'amore incrocia l'ombra della morte.

Romeo e Giulietta è, insieme all'Amleto, la più rappresentata delle tragedie shakespeariane, e probabilmente la prima a essere rappresentata fuori dai confini del Regno Unito, nel 1604 in una città della Baviera (Germania). Il Globe, vero teatro shakespeariano, sarebbe stato costruito  nel 1599  e la compagnia di fiducia del Bardo, la Lord Chamberlain’s Men (servi del Lord Ciambellano), mise in scena la tragedia (1597) con probabilità al The Curtain, teatro londinese a quel tempo molto in voga nel sobborgo di Shoreditch, una zona anarchica, selvaggia, ma anche incredibilmente gioiosa. All’epoca gli spettacoli erano annunciati da una didascalia posta all’ingresso del teatro accompagnata da uno stendardo: nero per le tragedie, bianco per le commedie e rosso per le rappresentazioni storiche.  La trama di Romeo e Giulietta non era una novità  perché  l’autore si era ispirato a The tragical history of Romeus and Juliet  di Arthur Brooke del 1562. Gli attori...