Proibito di Suzuma Tabitha

Venni a conoscenza della trama di questo libro nell'estate 2011 durante un incontro di scrittura creativa ma non feci in tempo a segnarmi  il titolo nè il nome dell'autore. Ricordavo soltanto che raccontava di due ragazzi,  che era ricco di spunti di riflessione, e che sulla copertina c'era un cuore. Cercando in internet arrivai a Shiver di Maggie Stiefvater, ma non centrava assolutamente. Poi finalmente la luce: un sito di pdf gratis me lo porge su di un piatto d'argento. 
Io credo di non aver quasi mai provato dei sentimenti tanto contrastanti come per il libro di Tabitha Suzuma: un crescendo di emozioni. Ci sono stati momenti in cui volevo dire ai protagonisti: "No, fermi! Fermi, per favore non mettetevi nei guai." E alla stessa scrittrice rivolgere molte imprecazioni e chiederle : "perché? Perché ci fai questo?". Questo è un libro che pian piano ti penetra, ti fa abbassare la guardia, ti fa pensare che va tutto bene per poi esplodere e gettare nella disperazione. Perché piangerai, lo farai e non potrai evitare di pensare alla meravigliosa storia che hai appena finito di leggere. 


Titolo: Proibito
Autore: Tabitha Suzuma
Casa editrice: Mondadori
Prezzo: €16,00 (cartaceo); €9,99 (digitale).

Proibito, il titolo è già tutto un programma. Il libro racconta la storia di due fratelli Lochan e Maya Whitely, le voci narranti, che si prendono cura dei più piccoli di casa: Kit  l'adolescente ribelle; Tiffin lo scapestrato; Willa l'ultima  nata. La madre dei ragazzi è un'irresponsabile e il padre vive in Australia con la sua nuova famiglia. Lochan è un ragazzo timido e molto solo -"l'aria tormentata e assente con un pizzico di tristezza negli occhi", "mai a suo agio nel mondo esterno"- che ha difficoltà nel parlare con gli estranei e se ci prova viene scosso da forti attacchi di panico. Tuttavia è un ragazzo brillante: "Osservo i piccoli involucri neri, essiccati e fragili, sparsi sulla vernice bianca e sbeccata dei davanzali. È difficile immaginare che siano mai stati vivi. Chissà cosa si prova a trovarsi rinchiusi in questa scatola di vetro senz’aria, a cuocere lentamente sotto un sole implacabile per due lunghi mesi, a poter guardare fuori – il vento che scompiglia gli alberi verdi sotto i tuoi occhi – schiantandoti ancora e ancora contro quel muro invisibile che ti separa da tutto ciò che è reale, vivo, necessario, fino a che non soccombi: bruciacchiato, esausto, sopraffatto dall’impossibilità dell’impresa. Quand’è che una mosca rinuncia a scappare da una finestra chiusa? Il suo istinto di sopravvivenza continua a spronarla finché il fisico non ce la fa più, oppure arriva a un punto in cui si rende conto, dopo l’ennesima botta, di non avere più scampo? Quand’è che il troppo è troppo? Distolgo lo sguardo dalle minuscole carcasse e tento di concentrarmi sulla montagna di equazioni quadre alla lavagna. Medito sulle addizioni, dondolo la punta della penna così da sfiorare il foglio con un fruscio impercettibile. Se finisco troppo presto mi tocca tornare a osservare le mosche morte. Mi fa male la testa. L’aria è pesante, intrisa del sudore di trentadue ragazzi ammassati in un’aula surriscaldata. Sento un peso nel petto che mi fa respirare a fatica. Non è solo la stanza asfissiante, l’aria di chiuso. Il senso di oppressione si è insinuato martedì, appena ho varcato i cancelli della scuola per affrontare un altro anno scolastico. La settimana non è ancora finita e mi sembra già di essere qui da un’eternità. Tra queste mura, il tempo scorre lento come un fiume di cemento. Nulla è cambiato. Le persone sono sempre le stesse: facce vuote, sorrisi sprezzanti. Entrando nelle aule, i miei occhi non incrociano mai quelli degli altri e i compagni guardano oltre la mia spalla, ignorandomi. Ci sono e non ci sono. Gli insegnanti mi segnano presente sul registro ma nessuno mi vede veramente perché ho perfezionato ormai da tempo l’arte di passare inosservato".
Considerate le sue difficoltà deve impegnarsi molto di più a scuola rispetto agli altri compagni per eccellere negli scritti in modo tale da non dover affrontare le interrogazioni per recuperare: "Lochan, se vuoi entrare alla University College di Londra, sai bene che è fondamentale che tu cominci a partecipare più attivamente in classe…Annuisco ancora. Capisci cosa voglio dire? Mi schiarisco la gola. Sì. Maggiore partecipazione. Intervenire nelle discussioni di gruppo. Dare il tuo contributo durante le lezioni. Rispondere se interrogato. Alzare la mano ogni tanto. Tutto qui. I tuoi voti sono sempre stati ottimi. Niente da ridire su questo. Silenzio. Mi è tornato il mal di testa. Quanto durerà ancora questo strazio? Sembri con la testa altrove. Capisci o no quello che ti sto dicendo? Sì. Bene. Vedi, tu hai grandi potenzialità e ci dispiacerebbe molto se andassero sprecate. Se hai bisogno di aiuto, sai già che possiamo venirti incontro…":
Lochan ha la testa sulle spalle, molti conflitti, e molte volte è stanco, esausto, confuso perché la situazione in casa è insostenibile per lui che si prende cura di tutti i suoi fratelli e di sua madre, che nei suoi confronti non nutre certo dei sentimenti positivi.
Poi c'è Maya tutto l'opposto del fratello, ha degli amici, una migliore amica che è innamorata di Lochan, è solare, allegra, aiuta in casa ma non si fa peso di tutti i problemi che la famiglia ha. "Prima che esistesse qualunque cosa, c’era Lochan. Se ripenso alla mia vita, in questi miei primi sedici anni e mezzo, Lochan è sempre stato presente, camminando al mio fianco diretti a scuola, spingendomi a rotta di collo sul carrello della spesa in un parcheggio deserto, accorrendo in mio aiuto nel cortile della scuola la volta che ho causato una sommossa tra i compagni dando della “stupida” alla ragazzina più popolare. Me lo ricordo ancora in piedi, a pugni stretti, l’aria stranamente feroce, pronto a battersi contro tutti, anche se molto più numerosi di lui. E lì mi sono improvvisamente resa conto che, con Lochan al mio fianco, niente e nessuno avrebbe potuto farmi del male. Ma avevo solo otto anni. Sono cresciuta molto, da allora. Adesso so che lui non ci sarà per sempre, non potrà proteggermi a vita. Anche se spera di entrare alla University College di Londra e dice che continuerà a vivere a casa, potrebbe sempre cambiare idea e vederla come un’opportunità per squagliarsela."
Lochan e Maya sono dissimili oltre che caratterialmente anche fisicamente, il ragazzo ha capelli neri e occhi verdi come il padre, Maya e gli altri fratelli sono biondi e con gli occhi azzurri. Il legame tra i due giovani è intenso e molto più forte di quanto dovrebbe essere tra fratelli. I due ragazzi si scoprono innamorati l'uno dell'altra. Maya non si fa problemi riguardo la cosa, Lochan però sa che è immorale, contro natura e può rivelarsi molto pericoloso. Le consiglia di uscire con un ragazzo che le fa il filo, ma poi si scopre geloso. Tra alti e bassi, Lochan  cerca di allontanare sua sorella ma non può fare a meno di cercarla. "Quando Maya ha detto di non amarmi più, non ho potuto fare altro che prendere le distanze, nascondermi. All’inizio pensavo che l’avesse detto solo per rabbia, in reazione alle mie stupide parole, alla mia assurda pretesa che si fosse trattato solo di un errore da malati di mente, ma ora so bene che non è così. Penso e ripenso a quella frase e mi domando da dove diavolo mi sia uscita, visto che non ho mai pensato sul serio quelle cose, nemmeno per un istante. Sarà stata la rabbia del momento, il mio imbarazzo o forse la vergogna, la vergogna di volere più di quello che sarebbe stato lecito ottenere, a farmi dire la cosa più bieca e cattiva che potesse venirmi in mente. Invece d’imparare a gestire le mie personali frustrazioni e tristezze, me la sono presa con Maya come se, incolpando lei, potessi scagionare me stesso. E adesso, grazie alla mia stupidità e al mio crudele egoismo, ho rovinato ogni cosa, persino la nostra amicizia. Nonostante il suo sguardo triste, Maya è stata abilissima nel tornare alla normalità, nel fingere che non sia successo nulla... Ha smesso di amarmi. Maya ha smesso di amarmi…E questo pensiero mi divora lentamente il cervello. Concentrarsi a scuola è diventato ormai un elemento del passato; adesso, con mio grande terrore, i professori si accorgono eccome di me, e per i motivi più sbagliati." I loro atteggiamenti portano anche ad un progressivo malumore all'interno della famiglia, ma quando Lochan e Maya accettano il loro amore le cose riprendono come prime. Il ragazzo è preoccupato: il loro rapporto è incestuoso, contrario alla morale e alla  legge codificata dagli uomini. I giorni passano e loro non hanno neanche un momento di tregua per stare assieme, ma poi accade l'imprevisto e  per due giorni  i due giovani hanno la casa completamente vuota e a disposizione. Avviene in uno di quei giorni quello che mai dovrebbe accadere fra due fratelli.  Quando vengono colti in fatto dalla madre rientrata anzitempo è la catastrofe. Lochan viene arrestato corre e lui dice a Maya: "Uno di noi due deve restare qui. E devi essere per forza tu… No! Il suo grido mi trafigge il cuore da parte a parte. Io stringo la presa attorno ai polsi, mentre lei comincia a divincolarsi. No! No! Maya, se i servizi sociali li portano via, nessuno di noi due li rivedrà più finché non saranno adulti! Resteranno segnati a vita! Se lasci che vada solo io, ci sono buone pro-babilità che possa essere rilasciato dopo pochi giorni. La guardo fisso, sperando con tutto il cuore che abbia sufficiente fiducia in me da credere a questa bugia. Resta tu! Maya mi guarda, con occhi imploranti. Tu resti e vado io! Non ho paura. Ti prego Lochie. Facciamo così! Scuoto la testa affranta. Non funzionerà! Replico, esasperato. Ricordi le cose che ci siamo detti qualche settimana fa? Nessuno ci crederà se diciamo che tu mi hai costretto. E se gli diciamo che era consensuale, ci arresteranno entrambi! Dobbiamo fare così per forza. Non lo capisci? Riflettici Maya, riflettici! Sai bene che non abbiamo altra scel-ta! Se uno di noi due deve restare, devi essere tu. Maya si accascia in avanti non appena le si palesa la verità. Cade verso di me, ma io non posso stringerla tra le mie braccia, non ancora. Ti prego Maya la imploro. Dimmi che lo farai. Dimmelo adesso, subito. Impazzisco se non ho la certezza che… che tu e gli altri sarete sani e salvi. Non potrei sopportarlo. Devi farlo a tutti i costi. Per me. Per noi. È la nostra unica possibilità di tornare a essere una famiglia."
Una volta in carcere Lochan ragiona su quanto è accaduto, fa ragionare tutti. Suzuma Tabitha ha scritto un libro molto bello, di grande impatto emotivo, che lungo il percorso costringe a confrontarsi con le proprie contrastanti emozioni.  Una storia straziante, sensibile, in cui, tra il dolore e la paura, l'assenza di un nucleo familiare, due giovani conoscono momenti di felicità. "Ma come può qualcosa di sbagliato far sentire così bene?" Proibito affronta un tabù con un finale inevitabile. L'empatia che scatena nel lettore verso Lochan, contribuisce a rendere il personaggio tridimensionale al punto che vien voglia più volte di scuoterlo, di dirgli "riprenditi".  

Commenti

  1. Questo libro è semplicemente meraviglioso. L'ho amato, mi ha fatto piangere così tanto che non riuscivo neanche a respirare tra un singhiozzo e l'altro e mi ha fatto davvero riflettere.
    Affronta per davvero un argomento tabù e vorrei tanto che le persone lo leggessero senza aggrottare la fronte, strizzare gli occhi o girare i tacchi e andarsene quando leggono la parola "incesto".

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  2. Esatto. Quando parlavo di questo libro con altra gente, la loro reazione all'inizio era positiva, poi capendo che tra i due ragazzi nasceva una relazione incestuosa, scuotevano la testa e iniziavano a fermarmi dicendo che non era genere loro. Se solo avessero avuto meno preconcetti e letto il libro avrebbero capito l'intento dell'autrice quale era e si sarebbero sentiti vicini alle loro vicende. È un bellissimo libro che fa piangere, ma anche riflettere: fa capire che quando in una famiglia non c'è amore lo si cerca anche stabilendo un legame innaturale.

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  3. La Suzuma per la trama del suo romanzo si è rifatta ad una vicenda realmente avvenuta in Germania molto tempo fa, anni '70?; sembra che abbia addirittura copiato i giornali tedeschi dell'epoca che hanno ampiamento descritto il contesto familiare in cui si sviluppa la torbida(e poco ideale) trama. La ragazza era stata messa incinta dal fratello e sui giornali si è a lungo polemizzato sul ventilato aborto; che verisimilmente c'è stato.

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  4. La vicenda narrata dalla Zusuma è reale, avvenuta in Germania negli anni '70/'80, molto scabrosa. La stampa tedesca si occupò di questo caso molto polemicamente contro il tribunale che aveva imposto alla ragazza l'aborto perché incinta del fratello. Il quadro familiare riprodotto dalla scrittrice ricalca in pieno la realtà di quanto avveniva in quella famiglia disastrata. L'aborto dovrebbe essere avvenuto, penso. Non si seppe più nulla.

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  5. Leggevo che proprio in Germania, il Comitato di Bioetica aveva avanzato la proposta , bocciata dal CDU della Merkel, di legalizzare la relazione tra fratelli, in seguito al caso di Patrick Stuebing che adottato in tenera età, conobbe la sorella e cominciò una relazione con lei. Questa vicenda cominciata nel 2008, anno in cui Stuebing venne arrestato, credo si protragga fino ai giorni nostri...

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