Passa ai contenuti principali

La vita del nostro pianeta dipende dalle decisioni dei "grandi", ma anche i piccoli gesti possono molto

22 Aprile 2015 è il 45° anniversario della Giornata della Terra. Potrebbe essere l'anno più emozionante nella storia dell'ambiente. L'anno in cui crescita economica e la sostenibilità si danno la mano. L'anno in cui i leader mondiali finalmente potrebbero raggiungere passare un fondamentale accordo sul clima. L'anno in cui i cittadini e le organizzazioni mondiali potrebbero dai combustibili fossili investire il loro denaro in soluzioni di energia rinnovabile. La posta i gioco è alta e si tratta del futuro del nostro pianeta e della sopravvivenza della vita sulla terra.
I paesi in via di sviluppo devono cominciare a rinunciare alla idea di crescita economica a qualsiasi costo ambientale. Per questo oltre 400.000 persone si sono riunite lo scorso settembre a New York per la più grande marcia sul clima di tutti i tempi. La loro richiesta di azione partendo dalle strade della città si è riversata in tutto il mondo sollecitando i leader dei Paesi più sviluppati a riconoscere le implicazioni catastrofiche dei cambiamenti climatici.
La loro chiamata non è caduta nel vuoto. Obama nel suo discorso al vertice sul clima di New York quella settimana, disse "non possiamo far finta di non sentire. Dobbiamo rispondere alla chiamata. Facciamo che il 2015 sia l'anno in cui i leader mondiali prestino attenzione e rispondano alla chiamata".
Sappiamo che le nazioni più povere della terra, quelle a basso reddito saranno più colpite dai cambiamenti climatici se non fermiamo l'uso improprio del nostro pianeta
L'isola del Pacifico di Kiribati, ad esempio - uno dei luoghi più poveri della Terra - è stato il primo paese a dichiarare la sua terra inabitabile a causa di innalzamento del livello del mare causato dal cambiamento climatico, e ha chiesto aiuto a evacuare la popolazione.
Quello di cui la Terra ha bisogno è un futuro a basse emissioni di carbonio; un futuro in cui la sostenibilità sia il traguardo del cammino di tutti.
Diamo il nostro contributo!


Fonte: Earth day Network

Commenti

Post popolari

L'infanzia nel medioevo e nell'età moderna

Tra gli avvenimenti più significativi dell'età moderna, l'invenzione della stampa, le rivoluzioni politiche, l'ascesa della borghesia, la rivoluzione scientifica, c'è la scoperta dell'infanzia. Philippe Ariès, storico francese in un suo libro pubblicato nel 1960, ha sostenuto che l'infanzia nasce con l'età moderna. L'infanzia nelle classi agiate comincia ad essere considerata con il Rinascimento e si afferma nel XVII secolo. Nei dipinti medioevali, per esempio, i bambini erano ritratti come piccoli adulti,  con gli stessi abiti e persino lo stesso volto. Non erano mai raffigurati da soli segno che la loro individualità non è contemplata. Nella festa selvaggia di Brueghell i bambini mangiano e bevono in mezzo a uomini e donne che si rincorrono senza controllo. É solo in età moderna  che compaiono i primi ritratti di bambini, da soli o in gruppo e con sembianze infantili, mentre giocano fra loro. Dunque nel medioevo l'infanzia era sostanzialmente ign...

La filosofia è necessaria: il metodo zetetico.

L’insegnamento della filosofia, soprattutto nella scuola, si colloca da sempre in un equilibrio delicato tra trasmissione di contenuti storico-dottrinali e formazione di un’autentica capacità di pensare. Nella tradizione pedagogica moderna, Immanuel Kant ha formulato un principio che è diventato un riferimento imprescindibile: “la filosofia non si può insegnare; si può solo insegnare a filosofare” . Questa affermazione, apparentemente paradossale, racchiude un’idea decisiva: la filosofia non è un insieme di nozioni da memorizzare, ma un’attività, un esercizio continuo dello spirito critico. Secondo il detto kantiano per cui "la filosofia non si può insegnare: si può solo insegnare a filosofare", la filosofia deve avviare l'allievo all'esercizio delle capacità razionali partendo dall'esperienza quotidiana, dall'analisi dei problemi che nascono dalla vita, dal rapporto quotidiano con il mondo, e interpretarli come questioni più generali. Una interrogazione con...

Romeo e Giulietta : quando l'amore incrocia l'ombra della morte.

Romeo e Giulietta è, insieme all'Amleto, la più rappresentata delle tragedie shakespeariane, e probabilmente la prima a essere rappresentata fuori dai confini del Regno Unito, nel 1604 in una città della Baviera (Germania). Il Globe, vero teatro shakespeariano, sarebbe stato costruito  nel 1599  e la compagnia di fiducia del Bardo, la Lord Chamberlain’s Men (servi del Lord Ciambellano), mise in scena la tragedia (1597) con probabilità al The Curtain, teatro londinese a quel tempo molto in voga nel sobborgo di Shoreditch, una zona anarchica, selvaggia, ma anche incredibilmente gioiosa. All’epoca gli spettacoli erano annunciati da una didascalia posta all’ingresso del teatro accompagnata da uno stendardo: nero per le tragedie, bianco per le commedie e rosso per le rappresentazioni storiche.  La trama di Romeo e Giulietta non era una novità  perché  l’autore si era ispirato a The tragical history of Romeus and Juliet  di Arthur Brooke del 1562. Gli attori...